La documentazione relativa sarà inviata alla Corte Slovacca nei prossimi giorni. La mancanza di una Valutazione di Impatto Ambientale è uno dei problemi chiave del processo autorizzativo della
centrale nucleare di Mochovce, situata a circa 550 chilometri da Venezia. Il Governo slovacco e Enel affermano che la procedura VIA non è necessaria, in quanto i reattori erano già stati autorizzati nel 1986. Questo, secondo Greenpeace, rappresenta una chiara violazione della legislazione europea.
Eva Kovacechova, il legale che rappresenta Greenpeace e altre associazioni ambientaliste, osserva che il progetto è stato modificato dal 1986 a oggi, e l’Ufficio slovacco per la Supervisione Nucleare avrebbe dovuto valutarne nuovamente l’autorizzazione.
“La legislazione europea e i regolamenti della Corte europea di Giustizia sono cristallini: i progetti con una licenza pregressa alla nuove norme europee devono ugualmente essere sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale nel caso di modifiche sostanziali” spiega Kovacechova.
“La VIA è fondamentale per dare l’opportunità ai cittadini di partecipare al processo decisionale, presentando osservazioni al progetto. Negli anni ’80, quando il Comitato Centrale del Partito Comunista decideva e l’opinione pubblica non aveva importanza, le cose funzionavano diversamente” - ricorda Karel Polanecky, responsabile campagna nucleare di Greenpeace in Slovacchia - “Ora, a vent’anni dalla caduta del regime comunista, i nuovi reattori di Mochovce devono essere sottoposti agli stessi standard dei Paesi occidentali”.
“La Direzione Generale per l’Ambiente della Commissione Europea sta già investigando possibili violazioni della normativa europea sulla VIA e della Convenzione di Aarhus sulla partecipazione del pubblico ai processi decisionali” afferma Rebecca Harms, Membro del Parlamento europeo.
Greenpeace chiede a tutte le organizzazioni ambientaliste e le persone che desiderano proteggere l’ambiente di supportare l’azione legale contro il Governo slovacco.