Roma, Italia —
Quattro delle dieci centrali nucleari svedesi sono state chiuse dopo un'inchiesta sui sistemi di sicurezza condotta dalle autorità in seguito ad un incidente verificatosi in un reattore la scorsa settimana. Tutti i reattori chiusi manifestano lo stesso problema del reattore Forsmkark-1: il sistema di backup non consente di prevenire la catastrofica fusione del nocciolo se venisse improvvisamente interrotta l'alimentazione del reattore.
Per Greenpeace il problema è molto più ampio, perchè incidenti analoghi
avvengono in differenti tipi di reattori in tutto il mondo. Secondo un
rapporto dell'associazione ambientalista problemi simili sono stati
frequentemente segnalati in Germania e negli Stati Uniti. Lo scorso
anno il reattore belga Tihange ha registrato un incidente simile e due
dei tre sistemi di backup erano fuori uso. Nel 2003 i blackout avvenuti
in Canada e negli Stati Uniti hanno portato alla chiusura di 20
reattori. Secondo un rapporto dell'autorità statunitense per il
nucleare, NRC, in un'analisi degli scenari di potenziale incidente,
nella metà dei casi studiati l'elemento d' origine è proprio il
blackout.
"In caso di blackout, se non si riesce a raffreddare l'impianto, si
rischia la fusione del nocciolo" afferma Jan Vande Putte,
responsabile campagna nucleare di Greenpeace. "Dopo i recenti problemi
di alimentazione dovuti al caldo crescente, è evidente che le centrali
nucleari non sono sicure e affidabili. Occorre avviare subito
un'indagine su tutti i 443 reattori presenti nel mondo".