"Questa parata di Futuragra non ha senso, visto che i consumatori
italiani non vogliono gli Ogm sulla propria tavola, né vogliono essere
cavie per sperimentazioni genetiche", afferma Federica Ferrario,
responsabile Ogm di Greenpeace. "È ora di finirla poi con la favola
secondo cui sarebbe possibile la coesistenza tra agricoltura
transgenica e quella convenzionale e biologica: l'unica vera garanzia
contro la contaminazione causata dalle manipolazioni del Dna è un bando
alla coltivazione di varietà biotech. In Spagna, per esempio,
Greenpeace ha fatto analizzare il mais degli agricoltori biologici
ottenendo risultati preoccupanti. Il 40 per cento dei campioni,
infatti, è risultato contaminato da Ogm".
Gli Ogm continuano a trovare in tutta Europa l'opposizione dei
consumatori. Greenpeace continuerà a raccogliere le firme per chiedere
un'etichettatura obbligatoria anche dei prodotti provenienti da animali
nutriti con Ogm. L'etichettatura è necessaria per dare ai cittadini la
possibilità di poterli riconoscere e quindi evitare.
I Paesi membri dell'Unione europea hanno votato con una chiarissima
maggioranza nel 2005 (22 Paesi su 25), per il mantenimento dei bandi
nazionali agli Ogm. La scorsa settimana, la Grecia ha annunciato
un'estensione del bando ad un mais Ogm prodotto dalla Monsanto. Anche
l'Austria ha recentemente annunciato l'intenzione di mettere al bando
l'importazione di colza transgenica. Questi bandi si aggiungono a
quelli imposti l'anno scorso da Ungheria e Polonia, all'impegno di 172
regioni europee che si sono dichiarate libere da Ogm, e alla moratoria
della Svizzera decisa da un referendum popolare. L'Europa tutta è
fermamente risoluta nella messa al bando degli organismi geneticamente
modificati.
Un registro dei casi di contaminazione da Ogm verificatisi nel mondo è disponibile su:
http://www.gmcontaminationregister.org