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La nave di Greenpeace Arctic Sunrise ha intercettato l'ennesima 
spadara italiana.

La nave di Greenpeace Arctic Sunrise ha intercettato l'ennesima spadara italiana.

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Roma, Italia — "Esistono carenze sostanziali nei controlli sulla pesca sufficienti a compromettere la pesca sostenibile e a determinare in Italia un’emergenza legalità in questo settore" è quanto denunciano insieme Greenpeace, Legambiente, Marevivo e WWF al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, On. Luca Zaia.

Il settimo rapporto annuale della Commissione Europea sulle infrazioni
alla Politica Comune sulla pesca, registra in Italia il numero più alto
di infrazioni gravi (3.868), seguita da Spagna (2.061) e Francia
(1.360). Il dato evidenzia l'ampiezza del fenomeno dell'illegalità nel
settore della pesca italiana. Casi ampiamente documentati come
l'illegalità nella pesca al tonno rosso e nell'uso diffuso delle
spadare, o ancora la vendita di pesce sottotaglia o di specie protette,
lo strascico sottocosta, dimostrano che esiste una "emergenza legalità"
nella pesca italiana i cui costi sono altissimi. Impoverimento delle
risorse ittiche, impatto sugli habitat marini, concorrenza sleale verso
gli operatori onesti, infiltrazione della criminalità organizzata
nell'intera filiera, ripercussioni negative sulle misure di gestione
sono solo alcuni dei fattori che minacciano la sostenibilità del settore
della pesca.

Situazione ampiamente documentata dal programma televisivo REPORT, che
il 16 novembre scorso ha mandato in onda un'ampia inchiesta sulla pesca
illegale in Italia mostrando la mancanza di una decisa azione repressiva
sulle spadare illegali e lo strascico sottocosta. REPORT ha denunciato
in particolare l'impunità di cui godono gli "spadaroti" in diversi porti
dell'Italia meridionale, tra i quali il porto di Bagnara Calabra (RC).
Le immagini della trasmissione denunciano che in questi luoghi le
Autorità di controllo avrebbero sensibilmente ridotto la propria
funzione di vigilanza. Queste gravissime carenze hanno consentito negli
anni il proseguimento delle attività criminali di oltre cento
pescherecci che con l'uso delle spadare continuano ad esercitare una
pressione non selettiva sugli stock di pescespada e tonno rosso
aggravandone lo stato già fortemente compromesso. Gli ambientalisti
chiedono dunque al Ministro Zaia misure urgenti per colmare le
inefficienze nel sistema dei controlli (come ad esempio: sanzioni
dissuasive, osservatori a bordo, sistemi di rilevamento satellitare più
efficaci) e di pretendere dalle Autorità di vigilanza il massimo impegno
nella lotta all'illegalità nella pesca in tutte le marinerie.

"La pesca illegale è un'emergenza in tutta l'Unione europea e spessola
difficoltà sta proprio nell'attuazione dei controlli e nell'inefficacia
delle sanzioni. Per questo, nelle scorse settimane, la Commissione
Europea ha presentato una proposta di riforma del sistema di controlli
al settore della pesca sulla quale il nostro governo dovrà pronunciarsi
nei prossimi mesi. Per questo è auspicabile che il Ministro Zaia avvii
al più presto un confronto con le associazioni del settore, i sindacati,
i ricercatori, le organizzazioni ambientaliste, i consumatori, le
autorità di controllo e i rappresentanti della Conferenza Stato Regioni,
per rivedere criticamente il sistema nazionale dei controlli e formulare
delle proposte che possano contribuire anche alla definizione di un
sistema europeo più efficiente" hanno dichiarato le organizzazioni
ambientaliste.

Sui fatti denunciati da REPORT, in particolare in Calabria, le
Associazioni ambientaliste hanno presentato un esposto alla Procura
della Repubblica di Reggio Calabria, dichiarandosi parte offesa rispetto
alle possibili violazioni evidenziate dalla trasmissione televisiva