Alcune imbarcazioni per la pesca del tonno hanno bloccato la Rainbow Warrior, la nave ammiraglia di Greenpeace, all'ingresso nel porto di Marsiglia.
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Marsiglia, Francia —
La nave ammiraglia di Greenpeace, Rainbow Warrior è stata bloccata mentre cercava di attraccare nel porto di Marsilia. Le autorità portuali, infatti, hanno revocato il permesso di attracco, a causa della protesta di una ventina d'imbarcazioni per la pesca del tonno che hanno bloccato la nave di Greenpeace. La Rainbow Warrior doveva effettuare un open ship, come parte del programma della sua Campagna nel Mediterraneo per sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi della pesca nel Mediterraneo.
La Rainbow Warrior dopo essersi ancorata a 2 Km dal porto, ha chiesto
nuovamente il permesso di attraccare, permesso che è stato ancora una
volta negato. Questo, non ha impedito a Greenpeace di dare la
possibilità ai media e ai visitatori che sono arrivati a bordo dei
gommoni dell'associazione di visitare la nave.
"Non ci è stata fornita nessuna valida spiegazione sul perché ci è
stato revocato il permesso d'attracco", ha detto Francois Provost,
Campaigner Oceani di Greenpeace Francia, a bordo della nave.
"Greenpeace è un organizzazione pacifista e non cederà alle minacce e
alle intimidazioni dell'industria della pesca ma, anzi, continuerà a
evidenziare la minaccia che il sovrasfruttamento della pesca
rappresenta per il Mediterraneo".
Da Maggio, Greenpeace ha documentato lo stato del Mar Mediterraneo e la
pratica della pesca al tonno in Spagna, Francia, Italia, Turchia, e
delle navi da pesca Giapponesi. A giugno Greenpeace aveva chiesto
all'ICCAT (International Commission for the Conservation of Atlantic
Tuna), l'immediata chiusura della pesca al tonno rosso, a causa
dell'impatto negativo che la pesca indiscriminata ha su questa specie
di pesce.
"Scienziati e gruppi ambientalisti sono d'accordo sul fatto che gli
stock di tonno rosso sono sull'orlo del collasso a causa del
sovrasfruttamento della pesca. Solo qualche giorno fa la
Bouches-du-Rhone Recreational Fisherman´s Federation ha lanciato
l'allarme sullo stato di profonda crisi in cui versano i pescatori
locali di tonno." ha dichiarato Provost. "Il futuro del Mediterraneo è
in bilico e ha un bisogno urgente di una discussione pubblica ma,
soprattutto, che vengano intraprese azioni concrete a tutela del
Mediterraneo e delle sue risorse. Non abbiamo bisogno di atti di
prepotenza come quelli visti oggi a Marsilia che hanno il solo scopo si
soffocare qualsiasi tipo di dibattito".
Greenpeace chiede la costituzione di aree marine protette pari al 40
per cento del Mediterraneo, questo proteggerebbe lo stato di salute e
la produttività di questo mare. Tutta la flotta di Greenpeace è
impegnata nella spedizione intorno al mondo, "Derfending our Ocean",
che durerà 15 mesi. La nave Esperanza è attualmente impegnata nelle
Filippine contro l'inquinamento dell'oceano, mentre l'Arctic Sunrise è
impegnate nel Mar Baltico contro la pesca pirata. La spedizione di
Greenpeace ha lo scopo di evidenziare le minacce e i rischi che corrono
i nostri oceani a causa del sovrasfruttamento delle risorse marine, e
per questo chiede l'istituzione di aree marine protette pari al 40 per
cento degli oceani.