I pescatori francesi di tonno hanno bloccato e abbordato la Rainbow Warrior. Nella foto si vede la nave ammiraglia di Greenpeace e alcune imbarcazioni legate con delle cime che bloccano l'accesso alla nave.
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Marsiglia, Francia —
Mentre continua, nel porto di Marsiglia, la protesta dei pescatori di tonno che hanno bloccato e abbordato la Rainbow Warrior, la Prefecture Marittime - la polizia marittima francese - ha inviato un rimorchiatore per condurre la nave ammiraglia di Greenpeace fuori dalle acque territoriali francesi. L'operazione è in corso.
Questa mattina la Rainbow Warrior aveva chiesto aiuto, dopo essere
stata abbordata dai pescatori che hanno usato delle cime per legare le
proprie imbarcazioni alla Rainbow Warrior. Una decina di imbarcazioni
hanno circondato la nave, bloccando - in pratica - ogni accesso e i
pescatori hanno usato degli idranti contro l'equipaggio. A bordo della
Rainbow c'è anche un italiano, il marconista Gianluca Morini.
Le autorità francesi hanno disposto l'invio di un rimorchiatore e, in
una comunicazione ufficiale a Greenpeace, hanno dichiarato:
"Confermiamo di aver deciso che la Rainbow Warrior sarà rimorchiata
appena possibile dalla ETV Abielle Flanders, dal suo ormeggio nel porto
di Marsiglia. I costi dell'operazione sono a carico delle autorità
francesi".
"Greenpeace è una organizzazione pacifista. Accettiamo la decisione
delle autorità marittime francesi, nel tentativo di smorzare le
tensioni che si sono create in queste ultime ore", ha dichiarato Mike
Finken, Capitano della Rainbow Warrior. "Non crediamo, tuttavia, di
essere obbligati sul piano legale ad agire in questo modo: la Rainbow
Warrior non ha infranto alcuna legge e la tensione è stata causata dal
comportamento dei pescatori di tonno francesi. La Rainbow Warrior è
perfettamente in grado di lasciare le acque territoriali francesi con i
propri motori e senza l'ausilio di un rimorchiatore. Avevamo già
pianificato di ripartire oggi pomeriggio per andare in Spagna e
continuare la nostra campagna di sensibilizzazione e informazione sulla
situazione critica del Mediterraneo", ha aggiunto Finken.
La Rainbow Warrior, che era stata bloccata ieri all'ingresso nel porto
di Marsiglia da 25 imbarcazioni per la pesca del tonno, avrebbe dovuto
lasciare il suo punto di ancoraggio nel porto di Marsiglia alle 18 di
oggi e dirigersi a Cartagena, in Spagna, per l'ultima tappa del tour di
tre mesi che sta effettuando nelle acque del Mediterraneo. L'obiettivo
del tour è sensibilizzare l'opinione pubblica sulla crisi del
Mediterraneo - e sulla crisi delle popolazioni di tonno rosso che
rischiano l'estinzione a causa della pesca eccessiva – promuovendo
l'istituzione di una rete di riserve marine.
"I pescatori di tonno fanno quello che vogliono in alto mare e, adesso,
spadroneggiano anche nei porti" ha dichiarto Karli Thomas di Greenpeace
International, che in questo momento si trova a bordo della Rainbow
Warrior. "Le flotte per la pesca industriale del tonno devo assumersi
le proprie responsabilità a fronte della crisi che affligge il
Mediterraneo e devono guardare in prospettiva. Dovrebbero infatti
sostenere la nostra proposta di istituzione di una rete di riserve
marine, che nel lungo periodo, tutela non solo l'ambiente, ma anche gli
interessi delle comunità di pescatori, in Francia come nel resto del
Mediterraneo" ha concluso Thomas.
La spedizione di Greenpeace "Defending our Oceans" vuole raccontare le
meraviglie e la crisi degli oceani di tutto il mondo, chiedendo
l'istituzione di una rete internazionale di riserve marine che copra il
40 per cento dei mari e degli oceani del Pianeta.