La 59esima riunione dell'IWC ha sancito un deciso ribaltamento della Commissione a favore delle balene e contro le pretese di alcuni paesi di ricominciare la caccia commerciale.
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Roma, Italia —
Si è conclusa stanotte la 59esima riunione dell’IWC - Commissione Baleniera Internazionale - che ha sancito un deciso ribaltamento della Commissione a favore delle balene e contro le pretese di Giappone, Norvegia, Islanda e dei loro clienti di ricominciare la caccia baleniera su scala commerciale.
Tra le risoluzioni più importanti è da annoverare quella sulla Convenzione di Washington (CITES) che, con 37 voti a favore e 4 contrari, ha ribadito che “la moratoria alla caccia baleniera commerciale resta in vigore e che le ragioni che hanno portato all’adozione della moratoria sono ancora rilevanti”. Questa risoluzione ribalta completamente l’impostazione della cosiddetta “Risoluzione di St. Kitts” sulla quale i Paesi balenieri avevano ottenuto una risicata maggioranza nella precedente edizione.
Inoltre, il cosiddetto programma scientifico con cui il Giappone continua ad uccidere balene è stato rigettato dall’IWC con un voto di 40 a 2. Con lo stesso margine è passata una risoluzione che sottolinea l’importanza degli usi non letali dei cetacei, a cominciare dall’osservazione a scopo commerciale (whale watching), un’industria in espansione che rende evidente il fatto che una balena vale molto di più da viva che da morta. Anche la proposta per un Santuario nell’Atlantico Meridionale ha ottenuto la maggioranza assoluta (39 a 29), pur mancando la maggioranza dei tre quarti dei 77 Paesi presenti, necessaria all’approvazione finale.
L’edizione 2007 dell’IWC ha così chiaramente segnalato al Giappone e ai sui accoliti che la strategia dell’acquisto voti non paga. Per anni, il Giappone ha, infatti, comprato, con accordi commerciali o con semplice corruzione, il voto di numerosi Paesi in Via di Sviluppo che in realtà non hanno alcun interesse nella caccia baleniera: in alcuni casi, come per la Mongolia o il Mali, non hanno nemmeno una costa! Per questo motivo, quest’anno Greenpeace, insieme ad associazioni e diversi Paesi si sono alleati per far partecipare altri Stati come Grecia e Cipro che, per la prima volta, hanno votato per le balene e contro la caccia. I risultati non sono mancati e la maggioranza contro la caccia è stata talmente evidente che il Giappone ed i suoi alleati hanno spesso abbandonato il voto.
“Nonostante una chiara maggioranza contro la caccia baleniera, il Giappone ha dichiarato che l’anno prossimo nel Santuario Antartico ucciderà oltre un migliaio di balene: balenottere minori ma anche specie in pericolo come megattere e balenottere comuni” ha dichiarato Alessandro Giannì, Responsabile della Campagna Mare di Greenpeace. “Chiediamo a quei Paesi come l’Italia che fino ad ora sono stati a guardare, di impegnarsi in un’attività diplomatica per fermare questo massacro: votare contro la caccia all’IWC non basta.”
Greenpeace lamenta l’eccessivo tempo speso all’IWC in litigi inutili sul possibile ripristino della caccia commerciale: temi ben più urgenti come l’estinzione completa del delfino di Baiji e quella ormai prossima del Vaquita, un delfino messicano, sono stati trattati solo in modo superficiale ed occasionale. Nessuna attenzione è stata dedicata ai 3.288 cetacei morti mentre la riunione di Anchorage era in corso, uccisi a causa dell’inquinamento, del cambiamento climatico e soprattutto dalle reti o altri attrezzi di pesca, come il capodoglio che pochi giorni fa è stato trovato ucciso da una spadara italiana a Vibo Valentia. Infine, Greenpeace è lieta che l’IWC abbia deciso di convocare un nuovo incontro espressamente dedicato a discutere la sua riforma, ma questa riunione resterà un vuoto esercizio di equilibrismo politico se non si vorrà una modernizzazione che permetta di affrontare efficacemente le principali minacce che in tutto il mondo uccidono un cetaceo ogni 90 secondi, e di fermare definitivamente la caccia baleniera. Greenpeace chiede che la Commissione garantisca che l’andamento della modernizzazione superi quello dell’estinzione e che l’IWC si trasformi dalla Commissione Baleniera Internazionale nella Commissione Internazionale per le Balene.