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Le altre attività nel Santuario comprendono il conteggio della plastica e di altri oggetti galleggianti alla deriva, il monitoraggio del traffico navale e il prelievo di campioni per successive analisi batteriologiche e sulla presenza di idrocarburi, che saranno poi analizzati rispettivamente dal Laboratorio di Ricerca della Federazione di Damanhur e dal Dipartimento di Chimica dell'Università di Torino. Sull'Arctic Sunrise è presente anche una telecamera subacquea operabile via cavo che può operare fino a 500 metri di profondità, così come una troupe foto/video per catturare immagini in superficie e in immersione. "Vogliamo dare un contributo concreto alla tutela del Santuario" dichiara Alessandro Giannì, responsabile della campagna Mare di Greenpeace. "Non ci devono essere scuse per la protezione di questo mare: sulla carta, dovrebbe essere protetto dal 2002." Il primo censimento dei cetacei in questa zona venne effettuato da Greenpeace e Istituto Tethys alla fine degli anni '80. Da quelle informazioni nacque l'idea di un Santuario per la protezione dei cetacei, che si è concretizzato con un accordo del 1999 tra Italia, Francia e Monaco, ratificato dall'Italia nel 2001. Tuttavia non si è ancora avviato un Piano di Gestione che affronti e risolva le minacce che gravano sul Santuario, dalla pesca illegale all'inquinamento, dal traffico navale ai rumori che allontanano i cetacei. "Invece di tutelare il Santuario, Italia, Francia e Monaco continuano a perdere tempo: ad esempio la Francia ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia dell'Ue, perdendo la causa, per difendere la sua flottiglia di reti derivanti, mentre l'Italia aveva autorizzato nel Santuario un sito industriale offshore, il rigassificatore di Livorno, che per fortuna è stato bloccato!" conclude Giannì. Il TAR della Toscana, infatti, ha accolto il ricorso di Greenpeace contro il rigassificatore offshore di Livorno-Pisa (2). Di conseguenza, l'autorizzazione a suo tempo concessa alla prima area marina industriale in un'area marina protetta è stata annullata! Il tour dell’Arctic Sunrise fa parte della campagna di Greenpeaceper la creazione di una rete globale di Riserve Marine pienamente protette che coprano il 40% del mare. Per il Mediterraneo (3) Greenpeace chiede di istituire 32 riserve marine d'altura, in cui sia compreso il Santuario dei Cetacei. Questa rete è un elemento essenziale a tutela del mare per proteggerlo dal cambiamento climatico, per ricostituire gli stock ittici e per proteggere la vita marina dalla distruzione degli habitat.