Roma, Italia —
Greenpeace esprime viva soddisfazione per il puntuale lavoro svolto dalla Guardia di Finanza contro i pescatori pirata di tonno rosso. La Guardia di Finanza ha elevato contravvenzioni per un totale di 672.000 euro per violazioni attribuite a 13 pescherecci facenti capo ad associazioni e consorzi con sede a Salerno. Come già segnalato da Greenpeace, questi pirati usavano aerei da ricognizione che, partendo da Gela e Marina di Modica, venivano utilizzati per scoprire i banchi di tonno, in violazione delle norme comunitarie e dell'Iccat (Commissione Internazionale Conservazione Tonno Atlantico).
"Invece di autorizzare nuove gabbie di ingrasso del tonno rosso, che
incentivano la pesca pirata, sarebbe ora che le Autorità italiane
facessero pulizia in un settore alla deriva" commenta Alessandro Giannì,
responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia. "Già l'anno
scorso avevamo denunciato la presenza illegale di aerei in appoggio alle
tonnare volanti di Salerno: che la cosa si sia ripetuta lascia intendere
che questi signori hanno protezioni in alto loco."
Nel Rapporto "Il bottino dei pirati" (in inglese Pirate booty) diffuso
alla riunione dell'Iccat dello scorso anno, Greenpeace aveva mostrato le
foto di aeri che sorvolavano i pescherecci Maria Antonietta, Ligny Primo
e Luca Maria e copia dei documenti di volo che attestavano come almeno
tre aerei avevano volato nel periodo vietato per conto dell'Associazione
Produttori Tonnieri del Tirreno. Anche quest’anno Greenpeace ha
denunciato alcuni di questi aerei in azione.