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A 20 anni dal referendum sul nucleare, questo rapporto fa il punto della situazione su una tecnologia che Greenpeace considera un vicolo cieco. I termini reali del dibattito nucleare sono questi: come far sopravvivere una tecnologia marginalizzata dal mercato che ha ssorbito ingenti risorse pubbliche senza tuttavia risolvere nessuno dei suoi problemi fondamentali? E questo dibattito ignora la volontà dei cittadini: il risultato referendario del 1987 trova infatti conferme anche oggi nei sondaggi, a partire da quelli di Eurobarometro. E c'è un'ampia disponibilità verso le fonti rinnovabili.

Greenpeace propone una "Energy Revolution", basata su rinnovabili ed efficienza energetica. Le risorse di efficienza energetica in Italia sono significative. E convengono anche sul piano economico. Il rapporto del Politecnico di Milano commissionato da Greenpeace dimostra che c'è un potenziale di 100 miliardi di kWh/anno al 2020, con un costo del risparmio inferiore a quello medio con cui viene scambiata oggi l'elettricità alla Borsa elettrica.

L'energia nucleare è costosa e rischiosa sia come tecnologia che come possibile obiettivo dei terroristi. Ha un potenziale energetico assai limitato e regala una pesante eredità alle generazioni future che dovranno occuparsi per alcuni secoli delle scorie meno pericolose e che dovranno risolvere lo stoccaggio definitivo di quelle a vita lunghissima. Il nucleare è un vicolo cieco.

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Autori:
Data di pubblicazione: 09 Novembre 2007
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Numero di pagine: 8
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Dimensione: 518 Kb