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Questo documento si divide in due parti: nella prima si parla di problematiche ambientali e sanitarie legate alle colture geneticamente modificate e al loro utilizzo nel settore dell'alimentazione animale. Nella seconda si analizza, invece, un caso italiano emblematico: l'impiego di Ogm nella filiera di produzione del Parmigiano-Reggiano.

Gli effetti negativi delle coltivazioni Ogm sull'ambiente - in particolare di quelle resistenti agli erbicidi e agli insetti - sono numerosi e ben documentati. Per quanto riguarda la salute dell'uomo e degli animali, il dibattito scientifico è decisamente accesso e, allo stato attuale, non si possono escludere effetti negativi.

In questo scenario si inscrive il caso del Parmigiano-Reggiano: Greenpeace - vedi allegati al rapporto - ha scoperto che le mucche del Consorzio mangiamo soia geneticamente modificata. In questo modo gli Ogm entrano nella filiera produttiva di uno dei prodotti della tradizione italiana più rinomati e apprezzati.

Greenpeace chiede al Consorzio di salvaguardare la credibilità del Parmigiano-Reggiano e affrontare con determinazione il problema Ogm: occorre modificare li disciplinare di produzione per escludere gli Ogm da tutte le fasi della filiera produttiva. Le alternative ci sono. E sono a portata di mano. La soia certificata non-Ogm è disponibile sul mercato. In grandi quantità e a costi ragionevoli. Si tratta solo si scegliere.

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Autori:
Data di pubblicazione: 21 Giugno 2007
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Numero di pagine: 17
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Dimensione: 340 Kb