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In azione a Rotterdam per difendere le foreste!

News - 27 settembre, 2016
Bloccata in porto una nave che trasporta olio di palma

Da questa mattina alcuni dei nostri attivisti stanno impedendo l'attracco al porto di Rotterdam di una nave che trasporta olio di palma importato dall’azienda malese IOI, il colosso che distrugge le foreste primarie indonesiane e viola i diritti umani, come rivelato proprio oggi nel nostro nuovo rapporto "Un costoso trade off".

 

La nostra Esperanza è infatti ormeggiata sul retro della raffineria e sta impedendo lo scarico di olio di palma. Tra gli attivisti ci sono anche due indonesiani che hanno sofferto in prima persona gli effetti degli incendi appiccati per espandere le piantagioni di palma. Entrambi sono stati addestrati da Greenpeace per individuare, prevenire e spegnere gli incendi.

OLIO DI PALMA E DEFORESTAZIONE

L'olio di palma è una materia prima usata in più della metà dei prodotti da supermercato, come biscotti, merendine, ma anche shampoo e dentifrici. Negli ultimi 15 anni l'area occupata dalle piantagioni di palma da olio in Indonesia è raddoppiata, passando da quattro a otto milioni di ettari. Si prevede che entro il 2020 crescerà di ulteriori cinque milioni di ettari. Quest’espansione ha causato deforestazione e drenaggio delle torbiere per anni, creando le condizioni ideali per il dilagare dei vasti incendi boschivi che hanno devastato l'Indonesia negli ultimi due decenni. AIUTACI A FERMARE QUESTA DEVASTAZIONE

GLI INCENDI 

Gli incendi dello scorso anno sono stati catastrofici e hanno avvolto la regione in una nube di fumo e ceneri per mesi. Tra luglio e ottobre 2015 più di 2 milioni di ettari di torbiere e foresta indonesiana sono stati consumati dalle fiamme. Questa nube soffocante ha anche causato, sempre lo scorso anno, oltre centomila morti premature in tutto il Sud-est asiatico, come ha rivelato la settimana scorsa uno studio delle università statunitensi di Harvard e Columbia.

IOI, Giù LE MANI DALLA FORESTA!

Essendo sconosciuto al grande pubblico, IOI crede di poter proseguire a commerciare olio di palma e potersela cavare senza attirare l’attenzione, ma insieme possiamo impedirgli di andare avanti: IOI deve sapere che non c’è mercato per l’olio di palma che mette in pericolo le Foreste del Paradiso

Stiamo chiedendo al colosso malese, che ha sede anche in Italia, di firmare un impegno ad assicurare una catena di approvvigionamento sostenibile dell’ olio di palma: se IOI si impegnerà pubblicamente a proteggere le foreste e rispettare i diritti dei lavoratori, i nostri attivisti concluderanno l'azione  in corso.

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