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La Rainbow Warrior torna in Italia!

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News - 10 ottobre, 2014
La nostra nave prosegue il tour “Non è un Paese per fossili”, prima tappa: Licata. Non potevamo ammainare le vele proprio ora che si va preparando il peggior attacco mai concepito ai danni del nostro mare!

Questa parte di tour infatti sarà dedicata in particolar modo alla minaccia che incombe sui nostri fondali: il famoso decreto “Sblocca Italia” che rischia di tradursi in uno “Sblocca Trivelle”.

Partiremo dalla Sicilia, una delle aree maggiormente interessate da progetti di ricerca ed estrazione di idrocarburi in mare, per approdare infine a Napoli. GUARDA LE TAPPE

Nonostante il suo nome accattivante, il decreto ‘Sblocca Italia’ del governo Renzi non fa altro che indebolire le valutazioni d’impatto ambientale, già spesso lacunose, e di fatto esautora i governi locali, lasciando loro ben poca voce in capitolo rispetto a progetti che avranno invece un impatto pesante sui loro territori. Le “trivelle facili” di Renzi non ci piacciono. La bellezza – e la salute - del mare e dei territori sono la vera ricchezza di questo paese, non certo il petrolio!

Per questo continuiamo il nostro tour al fianco di cittadini, amministrazioni locali, associazioni, i famosi “comitatini” , come li ha definiti Renzi, che non vogliono fossilizzarsi!

Per il ministero dello Sviluppo economico ci sarebbero nei nostri fondali marini circa 10 milioni di tonnellate di petrolio di riserve certe. Quello che spesso non viene detto è che, stando ai consumi attuali, coprirebbero il fabbisogno nazionale per sole 8 settimane! Già oggi ci sono 30 mila chilometri quadrati di aree marine, cinquemila in più rispetto allo scorso anno, interessate dalle attività di ricerca di petrolio.

Attività peraltro estremamente rischiose se si pensa che il Mediterraneo, già vittima di un inquinamento da capogiro a causa dei traffici petroliferi marittimi, è un mare semi in cui un disastro petrolifero – che nessuno può escludere - avrebbe conseguenze catastrofiche!

La deregulation che il governo Renzi sta promuovendo sulle trivelle offshore, che è in contrasto con due direttive europee e rischia di esporre l’Italia a costose procedure d’infrazione, è una mossa insensata da ogni punto di vista: non solo da quello energetico, ma persino da quello economico, dato che creerebbe ben poca occupazione e scarsissimo gettito. L’unico modo per decarbonizzare l’economia italiana – come lo stesso Premier aveva promesso tempo fa, prima di contraddirsi - è abbandonare le fossili! Il momento di invertire marcia e puntare sulle rinnovabili è ora.

Già 70mila persone hanno scelto da che parte stare: se anche tu sei dalla nostra, DICHIARATI INDIPENDENTE DALLE FONTI FOSSILI. 

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