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Siemens, ascoltaci: rinuncia a distruggere l’Amazzonia!

News - 7 luglio, 2016
In azione a Milano per chiedere all’azienda di non partecipare al progetto di costruzione di una mega diga nella foresta

Questa mattina siamo andati al quartier generale di Siemens, a Milano, per far sentire all’azienda il battito del cuore dell’ Amazzonia: i nostri attivisti sono saliti sul tetto dell’edificio vestiti da animali e alberi della foresta, mentre altri hanno suonato strumenti a percussione. Il nostro obiettivo è chiedere all’azienda di non partecipare al progetto della mega diga idroelettrica di São Luiz do Tapajós, nel cuore dell’Amazzonia brasiliana.

Già a maggio avevamo chiesto a Siemens di dissociarsi pubblicamente dal progetto, come già fatto da Enel, ma visto che non ci hanno mai risposto… eccoci qui!

Alcuni attivisti hanno poi mostrato le foto della devastazione causata dalla diga di Belo Monte, in costruzione nello Stato del Parà (lo stesso della diga sul Tapajos): un progetto a cui Siemens ha contribuito e caratterizzato da un devastante impatto ambientale e violazioni dei diritti umani dei popoli indigeni. Abbiamo spiegato ai dipendenti dell’azienda le nostre ragioni e molti di loro ci hanno ascoltato e chiesto più informazioni.

Esattamente come Belo Monte, il progetto idroelettrico di São Luiz do Tapajós avrà un fortissimo impatto sulla foresta amazzonica e sulle condizioni di vita di migliaia di persone, tra cui almeno 12 mila indigeni Munduruku, che si oppongono alla costruzione di questa diga e che non sono stati consultati come sarebbe invece previsto dalla “Convenzione ILO 169 su Popoli indigeni e tribali” e dalla stessa Costituzione brasiliana.

Chiedi a Siemens di non ripetere gli orrori di Belo Monte: sviluppare soluzioni capaci sfruttare il potenziale dell’energia solare ed eolica del Brasile sarebbe una soluzione molto più sostenibile… FATTI SENTIRE per DIFENDERE uno degli ultimi polmoni del Pianeta!

 

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