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Mondiali: Adidas, Nike e Puma “giocano sporco”

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News - 19 maggio, 2014
Nel marketing di Adidas e altri importanti marchi dello sport, i prossimi Mondiali di calcio sono promossi con toni quasi eroici, ma le nostre analisi dimostrano che le aziende stanno giocando davvero sporco.

Lo “scandalo tossico” stavolta riguarda diversi prodotti di merchandising contenenti infatti sostanze chimiche pericolose, come ad esempio i perfluorocarburi (PFC).

Su 17 delle 21 scarpe da calcio e sulla metà dei guanti da portiere testati sono stati trovati PFC tra i più tossici. Nelle scarpe da calcio “Predator” della Adidas sono stati rilevati livelli di queste sostanze ben 14 volte superiori ai limiti stabiliti dalla stessa azienda!

Dopo le “Predator” di  Adidas, nella triste classifica della concentrazione tossica, seguono le scarpe “Tiempo” prodotte dalla Nike su cui sono stati rilevati livelli di PFOA pari a  5,93 microgrammi per metro quadro. Un paio di guanti da portiere “Predator” della Adidas contenevano, livelli di PFOA superiori a quelli stabiliti dalla stessa azienda nella black-list delle sostanze tossiche!

Il pallone ufficiale della Coppa del Mondo 'Brazuca' è risultato invece contaminato da nonilfenoletossilati (NPE), una sostanza che, rilasciata nell'ambiente, degrada in nonilfenolo: un ingrediente tossico per i pesci e altri organismi acquatici.

Tutte le scarpe analizzate contenevano inoltre ftalati e dimetilformammide (DMF), e livelli elevati di ftalati (15 per cento) sono stati riscontrati nella stampa di una maglietta Adidas realizzata e venduta in Argentina e sul cinturino di un paio di guanti da Puma (6 per cento)  prodotti in Ucraina e venduti in Italia.

Insomma, nonostante i loro impegni per l’eliminazione delle sostanze tossiche dalle proprie filiere non possiamo che dare cartellino rosso ad aziende come Nike. Adidas e Puma.

Leggi il rapporto “Cartellino rosso per i marchi sportivi” (in inglese)

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