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L'Esperanza e le balene fianco a fianco

News - 8 gennaio, 2008
Circa cinquanta megattere hanno fatto visita alla nave di Greenpeace "Esperanza", in viaggio nell'Oceano Antartico per bloccare la caccia baleniera giapponese. Il team internazionale di scienziati e video operatori a bordo è riuscito a documentare alcuni aspetti importanti della vita di questi cetacei. Una vera ricerca scientifica non ha bisogno di uccidere le balene per studiarle.

Una cinquantina di megattere hanno circondato la nave di Greenpeace nell'Oceano Antartico

E' stato possibile registrare le voci delle megattere mentre mangiavano. Un grande successo per la ricerca: si sa molto poco di questo comportamento nelle popolazioni di cetacei dell'Oceano Antartico. Al contrario, il Giappone - con l'assurda scusa della ricerca scientifica - uccide balene da quasi vent'anni senza riuscire a raccogliere un solo dato utile su questi animali.

Greenpeace sta collaborando con vari scienziati al progetto Great Whale Trail per raccogliere dati sugli spostamenti delle megattere anche con marcatura satellitare, prelevando frammenti di pelle per analisi genetiche. Inoltre, insieme all'International Fund For Animal Welfare (IFAW), sta realizzando una banca dati per la foto-identificazione - grazie alla forma delle pinne caudali - e sta registrandone la voce.

Greenpeace inoltre fornirà all'IFAW le immagini della caccia baleniera per approfondire le ricerche sui metodi di cattura crudeli della flotta giapponese. Già negli anni scorsi, questa documentazione ha fornito le basi per uno studio pubblicato nella letteratura scientifica che dimostra l'agonia delle balene arpionate. L'Esperanza è anche equipaggiata con una telecamera fissa che raccoglie immagini sulla distribuzione dei ghiacci, nell'ambito del progetto dell'Anno Polare Internazionale.

Quest'anno la flotta baleniera giapponese intende uccidere 935 balenottere minori e 50 balenottere comuni soltanto per venderne la carne. L'Esperanza continua a stare in allerta per intercettare gli assassini di balene e contrastare con metodi creativi e non violenti questa strage spacciata come ricerca scientifica.

Anche per la scienza, una balena viva vale molto più di una balena morta

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