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Aspen dice no alla Kimberly-Clark

Gli impianti sciistici di Aspen
stracciano il contratto con il gigante della carta

News - 8 marzo, 2007
Anche gli impianti sciistici di Aspen rinunciano ai prodotti della Kimberly Clark, il gigante della carta proprietario di marchi famosi come Scottex e Kleenex. Più di 700 sono le aziende che hanno boicottato la Kimberly Clark, chiedendo più fibra riciclata e taglio sostenibile a difesa delle foreste del Canada. E la battaglia di Greenpeace continua.

Ogni anno più di 1.400.000 sciatori frequentano gli impianti di Aspen, in Colorado: è un giro di affari enorme e la decisione di non rinnovare i contratti di fornitura con la Kimberly-Clark rappresenta un duro colpo per il gigante della carta.

In una lettera resa nota ieri gli Impianti di Aspen hanno comunicato alla Kimberly-Clark di aver rimosso i suoi prodotti da tutte le loro stazioni sciistiche, alberghi e ristoranti compresi. Greenpeace è riuscita a convincere la compagnia della popolare stazione sciistica americana a non usare alcun prodotto della Kimberly Clark finché non si impegnerà a usare una maggiore percentuale di fibre riciclate e legno proveniente da operazioni di taglio sostenibile.

Questo passo è solo l'ultimo di una lunga serie per convincere l'azienda a mettere fine alla distruzione della foresta boreale.

Alcune settimane fa gli attivisti di Greenpeace sono stati arrestati durante una manifestazione di protesta pacifica al quartier generale canadese dell'azienda. Quattro attivisti si erano rinchiusi negli uffici del produttore dei marchi Kleenex e Scottex mentre nei corridoi altri attivisti spargevano trucioli di legno e diffondevano il rumore di motoseghe per simulare l'abbattimento delle foreste boreali.

Lo scorso novembre, i nostri attivisti sono entrati in azione anche in Italia: a Torino - in pieno centro storico - hanno collocato dieci water davanti alla sede della direzione della Kimberly-Clark. In ogni water, un piccolo albero ricordava tutte le piante abbattute per fabbricare carta igienica e altri prodotti usa-e-getta. Un gruppo di climber aveva invece aperto un gigantesco striscione con la scritta "Kimberly-Clark non buttare le foreste primarie nel water".

In aprile gli azionisti della Kimberly-Clark dovrebbero votare per spingere l'azienda ad abbracciare pratiche sostenibili di gestione delle foreste e l'uso di fibra riciclata. Greenpeace chiede alla Kimberly-Clark di incrementare in modo sostanziale la percentuale di fibre riciclate nei propri prodotti, rifornendosi di fibre vergini certificate Fsc e provenienti solo da operazioni forestali responsabili.

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