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Spie nucleari. Lo scandalo continua

News - 20 aprile, 2009
EDF - l'agenzia elettrica pubblica francese - spiava Greenpeace fin dal 2004. Secondo nuove rivelazioni del sito web Mediapart, lo spionaggio non si limitava solo alla Francia ma anche agli uffici di Greenpeace in Spagna, Regno Unito e Belgio. Sotto controllo, insomma, tutti i Paesi dove EDF ha notevoli interessi commerciali.

Spionaggio informatico a Greenpeace Francia

Da quando lo scorso 31 marzo è stato svelato che Kargus - una ditta di investigazioni private assoldate da EDF - spiava l'ufficio di Greenpeace in Francia, le rivelazioni si susseguono senza sosta. Il "supporto operativo" fornito da Kargus a EDF costava 13.000 euro al mese (nel 2004) e le "operazioni" di sorveglianza potrebbero comprendere anche un' "infiltrazione" nelle fila di Greenpeace.

Inoltre, dal contratto stipulato da EDF con Kargus nel 2007, è evidente che EDF era ben consapevole delle illecite attività di spionaggio di Kargus, che non possono essere derubricate a un "eccesso di zelo" di un singolo investigatore, come invece pretende EDF. Greenpeace Francia - parte lesa in questa torbida vicenda - ha già presentato il suo dossier al Giudice Istruttore, mentre gli altri uffici di Greenpeace coinvolti stanno considerando la possibilità di associarsi alla causa giudiziaria.

Greenpeace ha chiesto al ministro francese dell'Ambiente e dell'Energia, Jean-Luois Borloo, che controlla istituzionalmente EDF, di dimissionare Pierre Gadonneix, Direttore Generale di EDF. Il 31 marzo, quando fu svelato lo spionaggio di EFD, il Ministro Borloo si chiedeva "se tutto questo fosse vero, in che Paese vivremmo?". La risposta è ovvia: in un Paese Nucleare, dove gli interessi dei padroni dell'atomo mettono a rischio la democrazia.

Chiediamo a EDF di rendere pubblici tutti i contratti di "sorveglianza strategica" adottati per controllare chi si oppone al nucleare.

Chiediamo al Governo francese di insediare una Commissione d'inchiesta indipendente per valutare l'operato dell'industria nucleare in Francia e per rimettere in discussione un sistema energetico responsabile di una pericolosa deriva antidemocratica.