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La Rainbow Warrior nelle Filippine. Contro il carbone

News - 29 maggio, 2008
La nave ammiraglia di Greenpeace ha bloccato un carico di carbone nelle Filippine presso la centrale di Pigbilao. Obiettivo: protestare contro i piani di espansione dell'impianto e ricordare ai Ministri dell'ambiente dei Paesi del G8 riuniti a Kobe, in Giappone, che il carbone è la prima causa del cambiamento climatico. Lo stop al carbone per produrre elettricità dovrebbe essere tra i primi punti in agenda di tutti Governi.

La nave ammiraglia di Greenpeace "Rainbow Warrior".

Nonostante le Filippine siano il primo Paese al mondo per danni subiti dai cambiamenti climatici, il Governo ha intenzione di espandere la centrale a carbone di Pigbilao e aprire otto nuovi impianti.

La Rainbow Warrior ha bloccato per tre giorni la nave carboniera "Medi Firenze" nelle operazioni di carico e scarico del carbone presso la centrale, impedendo anche che la nave "Sam John Spirit" potesse avvicinarsi con un ulteriore carico. In seguito all'attività di Greenpeace diversi politici locali e senatori hanno supportato la richiesta di bandire il carbone e imporre una moratoria nelle Filippine sulla costruzione di nuove centrali a carbone. Per proteggere il clima.

La combustione del carbone è la maggiore causa dei cambiamenti climatici, in quanto circa un terzo delle emissioni mondiali di gas serra provengono da questa fonte. Negli scenari "business as usual" il carbone è destinato ad aumentare del 60% al 2030, lanciando il mondo nella più drammatica crisi climatica di tutti i tempi.

La Rainbow Warrior si trova nelle Filippine per il lancio del tour "Quit Coal", volto a promuovere anche in Asia e nel Pacifico il rapporto di Greenpeace "Energy [R]evolution", che mostra come le fonti rinnovabili siano in grado di soddisfare la metà dei consumi mondiali di energia da qui al 2050, permettendo di dimezzare le emissioni di gas serra e salvare il mondo dai peggiori effetti dei cambiamenti climatici.

Le soluzioni sono già oggi a disposizione. Non serve puntare sul pericoloso nucleare o su immature tecniche di cattura e stoccaggio della CO2. Occorre invece la volontà politica dei Governi per dirottare gli investimenti dell'industria su solare, eolico, geotermico e misure di efficienza energetica.

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