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Carte false a tutto gas

I retroscena del rigassificatore OLT

News - 15 marzo, 2007
Un rigassificatore. In mare aperto. Nel cuore del Santuario dei Cetacei. Dopo la denuncia dei rischi ambientali, Greenpeace smaschera un clamoroso falso: la Valutazione di Impatto Ambientale che autorizza il progetto fa riferimento a un parere positivo del Comitato di Pilotaggio del Santuario dei Cetacei. Ma le carte sono truccate. Il Comitato ha solo recepito, senza discuterlo, il parere che la OLT aveva commissionato a Giulio Relini. E Relini è uno dei membri del Comitato di Pilotaggio.

Il Santuario dei Cetacei è solo un "parco di carta" per attirare i turisti. Dovrebbe invece diventare parte integrante della rete di riserve marine proposta da Greenpeace nel 2006.

Greenpeace presenta oggi, in una conferenza stampa, i risultati di un'inchiesta sui retroscena della procedura di autorizzazione della prima area industriale marina italiana, il rigassificatore della OLT che dovrebbe essere realizzato nel cuore del Santuario dei Cetacei.

Emerge una storia torbida, fatta di carte truccate, di lettere che dichiarano pareri inesistenti, di conflitti di interesse imbarazzanti e di clamorosi falsi.

Al centro dello scandalo c'è il Comitato di Pilotaggio, un organismo consultivo che dovrebbe proporre opzioni gestionali in linea con le finalità dell'Accordo tra Italia, Monaco e Francia che istituisce il Santuario dei Cetacei.

Ecco i fatti. La Valutazione di Impatto Ambientale concede il via libera al progetto. Anche sulla base di un presunto parere positivo del Comitato di Pilotaggio. Ma le carte sono ambigue. I conti non tornano: il Comitato invia alla Direzione VIA uno stralcio del verbale non sottoscritto formalmente dai membri, nel quale si legge che il Comitato "si esprime favorevolmente sulla compatibilità ambientale dell'opera rispetto alle finalità dell'Accordo". Nel verbale agli atti - che Greenpeace ha richiesto al Ministero dell'Ambiente - si legge, invece, che il "Comitato prende atto del parere positivo espresso dal professor Relini in merito al progetto della Società OLT".

Una questione così delicata - la valutazione della compatibilità ambientale del rigassificatore con il Santuario dei Cetacei - è stata, in sostanza, affrontata con grande superficialità. E relegata in coda a una riunione del Consiglio. Tra le varie ed eventuali. L'organo che dovrebbe tutelare il Santuario non ha minimamente discusso la questione, ma si è limitato a recepire il parere di Giulio Relini.

Ma non è tutto: Giulio Relini, che ha redatto questo parere per conto della OLT, è anche membro del Consiglio di Pilotaggio.

Questa situazione è del tutto inaccettabile. Greenpeace chiede che venga revocata l'autorizzazione per la costruzione del rigassificatore e che la zona venga inclusa nella costituenda Area marina protetta delle Secche della Meloria.

Sullo sfondo c'è il problema della gestione del Santuario dei Cetacei che, al momento, è solo un "parco di carta" per attirare i turisti. Non servono le aree marine industriali. Il Santuario deve invece diventare parte integrante della rete di riserve marine per salvare il Mediterraneo, proposta da Greenpeace nel maggio 2006.