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Un grembo. Non un deposito chimico

Le analisi di Greenpeace effettuate su un campione di donne in gravidanza

News - 12 maggio, 2006
Domenica 14 maggio è la Festa della mamma, ma quali sostanze passano attraverso il cordone ombelicale dalla madre al figlio? Ftalati, ritardanti di fiamma e muschi artificiali sono le sostanze persistenti, bioaccumulabili e potenzialmente tossiche, capaci di attraversare la placenta. Sono state trovate anche nel sangue del cordone ombelicale e nel liquido amniotico e possono mettere a rischio lo sviluppo del feto.

"Un grembo. Non un deposito chimico". Lo slogan campeggia sul pancione delle volontarie che si sono sottoposte alle analisi del sangue. Tra le volontarie anche Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.

Con lo slogan "Un grembo. Non un deposito chimico" sul pancione, Vittoria Polidori, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace, ha varcato questa mattina la soglia dell'Ospedale Fatebenefratelli all'Isola Tiberina, a Roma. Con lei Silvia, che insieme a Vittoria e ad altre tre volontarie, si è sottoposta alle analisi del sangue. L'indagine di Greenpeace svela nuovi dati sulla presenza di alcuni contaminanti ambientali nel sangue di donne in gravidanza. Ftalati, ritardanti di fiamma e muschi artificiali, impiegati quali additivi nei beni di consumo, sono stati rivenuti nei campioni, analizzati da un laboratorio olandese. I risultati sono pubblicati nel rapporto "La chimica in grembo", presentato oggi da Greenpeace.

"È arrivato il momento di fermare l'anarchia che regna nel mondo delle produzioni chimiche per spingere il settore verso la ricerca e l'innovazione, promuovendo in questo modo una chimica verde, che non comprometta la salute dell'uomo e la tutela dell'ambiente" afferma Vittoria Polidori. "È per questo motivo che ho deciso di sottopormi ad un prelievo di sangue, con altre quattro volontarie, per pubblicare nuovi dati sulla presenza di composti indesiderati nel nostro corpo, questa volta relativi all'Italia. Ho deciso di farlo perchè voglio capirne di più, voglio informare l'opinione pubblica, ma soprattutto voglio spingere i nostri politici, i deputati italiani alla UE ed il nostro governo, ad emanare una legge che conduca davvero ll'eliminazione dei composti potenzialmente pericolosi per noi e per i nostri bambini".

Per il dottor Giuseppe Latini, direttore dell'Unità operativa neonatologia all'Ospedale "Perrino" di Brindisi, l'impatto sul sistema ormonale può giocare un ruolo critico nel controllo della crescita nei primi stadi di vita e quindi causare effetti irreversibili sullo sviluppo del bambino. Alcune patologie possono svilupparsi solo diversi anni dopo l'esposizione chimica: anche se il danno potrebbe insorgere ad uno stadio precoce, le conseguenze sanitarie sarebbero percepibili solo in fase adulta.

Secondo Greenpeace è la dimostrazione dell'inefficacia del sistema attuale di regolamentazione delle sostanze chimiche e dell'impossibilità di gestire e "controllare in modo adeguato" i composti particolarmente pericolosi. Oggi abbiamo l'opportunità di cambiare le cose. È in corso di revisione all'Unione europea la normativa sulle sostanze chimiche, definita REACH (Registrazione, Valutazione ed Autorizzazione delle Sostanze Chimiche) che se opportunamente rinforzata potrà fornire lo strumento utile alla nostra tutela". REACH, tuttavia, è ostacolata da una potente lobby, che ha indebolito gradualmente il testo originariamente proposto, divenendo una delle proposte di legge più dibattute nella storia europea. In una "cyberazione" lanciata oggi, si chiede all'UE la rapida approvazione di tale normativa migliorata in diversi aspetti. Greenpeace, in particolare, chiede di adottare l'obbligo di sostituzione dei composti dannosi per l'uomo e per l'ambiente quando alternative più sicure siano già disponibili.

Per presentare questo nuovo rapporto non poteva esserci sede migliore dell'Ospedale Fatebenefratelli. Ne è convinto anche il professore Pietro Quattrocchi, presidente del Comitato etico dell'Ospedale, che è intervenuto sottolinenando come questa iniziativa sia importante per rinforzare l'imperativo etico di coniugare la cura delle fonti della vita con la cura dell'ambiente.Bisogna prevenire anziché intervenire solamente quando i danni sono già irreparabili.

Entra in azione adesso!

Potresti non saperlo, ma c'è un politico alla Unione Europea che sta facendo il suo meglio per assicurare che l'industria chimica continui ad usare sostanze pericolose negli articoli che ogni giorno acquistiamo. La Commissione Europea è composta di 25 Commissari, ognuno appartenente ad uno Stato membro della UE. Clicca qui per scrivere prima di tutto a Jose Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, e poi al Commissario del tuo paese di appartenenza. Chiedi all'UE la rapida approvazione di un testo di REACH che elimini le sostanze pericolose presenti nei prodotti d'uso comune.

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