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La lobby che tiene in ostaggio il clima

News - 23 novembre, 2011
Vi presentiamo i più potenti inquinatori del pianeta, un manipolo di grandi multinazionali che, oltre a contribuire al cambiamento climatico, fanno di tutto per bloccare quelle leggi che, in vari Paesi, cercano di diminuire le emissioni di gas serra.

Nella cricca di chi rema contro la salvaguardia del clima anche Shell, Eskom, BASF, ArcelorMittal BHP Billiton e le industrie Koch.

A una settimana dalla conferenza su clima di Durban, in Sud Africa, Greenpeace lancia il rapporto "Who's holding us back?" e documenta la rete di influenze e condizionamenti con cui alcune grandi aziende muovono come pedine i leader politici e intere nazioni, le une contro le altre, per frenare la lotta ai cambiamenti climatici.

Pratiche diffuse a ogni latitudine e, purtroppo, anche in Italia. Come la centrale a carbone di Porto Tolle, con emissioni di CO2 fino a quattro volte quelle di Milano, autorizzata dal governo Berlusconi con una legge "ad centralem" fatta in fretta e furia, e una legge analoga dal governo della Regione Veneto, in aperto contrasto con le leggi europee.

 



 

Il carbone è il peggior killer del clima. È irresponsabile parlare di aumenti negli investimenti sul carbone mentre televisioni e giornali documentano l'evolversi della tragica situazione di questi giorni causata da maltempo nel Messinese.

Queste alluvioni, come quelle che hanno colpito nelle ultime settimane gran parte della penisola, sono anche conseguenza dei cambiamenti climatici ormai evidenti nel nostro Paese. Un legame dimostrato, come sottolinea il recente rapporto del Panel sul Cambiamento Climatico dell'ONU.

Un accordo equo e vincolante per salvare il clima del Pianeta, e tutti noi, è sempre più urgente. Per questo speriamo che alla conferenza di Durban, l'Italia e i nostri politici parteciperanno con uno spirito nuovo. Se i Governi vogliono scongiurare le conseguenze irreversibili dei cambiamenti climatici, devono ascoltare i cittadini, prima ancora dei mercati, e agire nell'interesse della collettività.

È giunto il momento di dar voce alla gente, non alle multinazionali dell'inquinamento.


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