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Bloccata ambasciata italiana a Vienna contro 'Berlusconi nucleare'

News - 15 settembre, 2010
Vienna, Austria — Da questa mattina più di trenta attivisti bloccano l'ingresso dell'ambasciata italiana a Vienna. Quattro di loro sono saliti sul balcone principale stendendo lo striscione in tedesco "Stop alla follia nucleare di Berlusconi" e hanno attivato una sirena lampeggiante. Altri misurano la radioattività dell'area provvisti di contatori geiger.

 

Attivisti di Greenpeace bloccano l'ambasciata italiana a Vienna per protestare contro i piani nucleari di Berlusconi.

Dall'Austria chiedono all'Italia di svelare i suoi piani nucleari. Il governo italiano ed Enel hanno nascosto per più di un anno le loro ipotesi sui siti nucleari con la scusa della mancata creazione dell'Agenzia per il Nucleare.

Sappiamo tutti che hanno già deciso ma - nonostante siano trapelate alcune voci isolate sui siti degli impianti - il governo italiano continua a mantenere il massimo riserbo. Questo muro di silenzio sui siti degli impianti mostra chiaramente che Berlusconi ha paura della reazione degli italiani.

Già l'anno scorso, Berlusconi aveva avviato le procedure legislative e la scelta delle autorità competenti per permettere il ritorno dell'energia nucleare in Italia. Chioggia, città del nord Italia, è considerata un probabile sito per gli impianti nucleari previsti. Chioggia si trova vicino a Venezia e alle famose spiagge di Lignano, Jesolo, Bibione e Caorle, nonché a soli 160 chilometri dal confine austriaco.

Abbiamo già manifestato a Venezia sui rischi per il turismo che deriverebbero da una centrale nucleare a Chioggia. Lo scorso luglio, infatti, attivisti austriaci e italiani hanno trasformato il Lido di Venezia in una spiaggia anti-nucleare.

Uno studio commissionato da Greenpeace Austria mostra la vulnerabilità di ampie zone dell'Italia, in particolare della pianura padana, che potrebbero subire gli effetti delle radiazioni nel caso ci fosse un incidente al reattore di un impianto nucleare a Chioggia.

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