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Stop all'esportazione di rifiuti nucleari dalla Francia alla Russia

News - 28 maggio, 2010
Abbiamo scoperto che la multinazionale francese del nucleare Areva sta per bloccare l'esportazione delle sue scorie in Russia. I russi, nonostante il contratto con Areva scadrà solo nel 2014, hanno deciso di sospendere la collaborazione che dura dal 1972. Una vittoria della nostra campagna anti-nucleare.

Attivisti di Greenpeace bloccano il trasporto di scorie radioattive dalla Francia alla Russia.

Dagli anni '80 a oggi abbiamo portato avanti numerose azioni di protesta per chiedere l'immediato blocco delle esportazioni di scorie nucleari in Russia. Queste denunce hanno avuto finalmente effetti reali.

Areva oggi cerca di far credere che lo stop era già stato deciso da molto tempo. Né Areva né la società nucleare russa Rosatom hanno, però, chiarito le ragioni della cessazione anticipata di questo traffico ingiustificabile di scorie che si è svolto tranquillamente per anni.

Secondo i dati del governo russo, tra il 2006 e il 2009 sono state inviate in Russia 32.000 tonnellate di materiali radioattivi e ne sono state rispedite solo 3.090 dalla Russia alla Francia. L'esportazione di rifiuti nucleari in Russia è illegale: non solo viola la legge russa di protezione dell'ambiente del 1989, che proibisce l'importazione di scorie nucleari, ma anche la direttiva europea del 2006, che regola la sorveglianza e il controllo dei trasporti di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare irraggiato.

La direttiva europea prevede che chi spedisce all'estero i rifiuti nucleari debba assicurarsi delle condizioni in cui i rifiuti vengono gestiti nei Paesi destinatari. Al momento né Areva né l'azienda elettrica EDF, e neanche le stesse autorità di sicurezza nucleare francesi (ASN) sono in condizioni di misurare le condizioni di sicurezza in Russia, come confermato dalla stessa ASN. Per questo abbiamo denunciato alla Commissione europea che queste esportazioni violano una direttiva europea.

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