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Ogm nei piatti? Un milione di europei chiedono libertà di scelta!

News - 5 febbraio, 2007
Un serpentone di 500 metri davanti alla sede della Commissione europea: è la petizione di Greenpeace sull'impiego di Ogm nell'alimentazione animale consegnata oggi a Markos Kyprianou, il Commissario europeo per la Salute. Un milione di firme per chiedere l'etichettatura obbligatoria di latte, carne, uova e formaggi derivanti da animali nutriti con Ogm.

Un milione di firme per dire NO agli OGM usati nell'alimentazione animale.

Secondo la normativa europea introdotta nel 2004 tutti i prodotti, contenenti o derivanti da un ingrediente che contenga più dello 0,9 per cento di Ogm, devono esibire sull'etichetta la scritta: "Questo prodotto contiene (o deriva) da Ogm". Ma questa normativa ha una lacuna grossa e pericolosa per i consumatori: non si applica ai prodotti come latte, uova e carne provenienti da animali nutriti con Ogm.

La maggior parte dei consumatori italiani ed europei sono contrari agli Ogm. Eppure non possono esercitare il loro diritto di scelta! Oltre il 90 per cento degli Ogm importati in Europa sono soia e mais destinati alla mangimistica. Gli animali che alleviamo sono nutriti per il 30 per cento da Ogm, cioè 20 milioni di tonnellate di organismi geneticamente modificati vengono serviti ogni anno nei piatti degli europei inconsapevoli.

Secondo diversi sondaggi i consumatori, se informati, rifiuterebbero i prodotti di origine animale Ogm. Togliere gli Ogm dalla mangimistica europea è un passo importante. Non sappiamo che effetti producono sulla salute. Sappiamo, però, che rappresentano una grave minaccia per la biodiversità.

Siamo quello che mangiamo! Ma cosa mangiamo? Abbiamo il diritto di saperlo!