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Nuovo rapporto IPCC: non c'è limite alle rinnovabili

News - 9 maggio, 2011
Buone notizie sul futuro dell’energia pulita: l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), il gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, ha approvato oggi ad Abu Dhabi il nuovo Special Report on Renewable Energy Sources (SRREN). Un documento che definisce chiaramente il contributo che viene dalle fonti di energia rinnovabile alla crescita economica e alla salvaguardia del clima; ancor più, lo Special Report evidenzia l’enorme potenziale che l’energia pulita rappresenta per la crescita sostenibile del pianeta.

Le energie rinnovabili potrebbero soddisfare fino all’80% della domanda energetica mondiale entro il 2050, anche solo utilizzando il 2,5% del potenziale energetico disponibile e le tecnologie attualmente in uso; inoltre, hanno un enorme potenziale di mitigazione delle emissioni di gas serra: si può evitare l’immissione in atmosfera di più di 560 milardi di tonnellate di CO2 tra il 2010 e il 2050 (per confronto: la Cina, il maggior inquinatore mondiale, emette ogni anno circa 7 miliardi e 700 milioni di tonnellate di CO2).

Greenpeace ha fornito un contributo determinante all’elaborazione del report: Sven Teske, Renewable Energy Director di Greenpeace International, è uno degli autori principali e lo scenario Energy [R]evolution, sviluppato con l’European Renewable Energy Council (EREC) e l’Agenzia Spaziale tedesca), è uno degli scenari più usati per elaborare le previsioni di sviluppo delle rinnovabili a livello planetario.

Che le fonti di energia pulita non siano una nicchia o un’utopia ambientalista, dunque, è oggi riconosciuto globalmente, tanto dagli organismi internazionali quanto dal mondo dell’economia e dell’impresa.

Il 2009 è stato il secondo anno consecutivo in cui gli investimenti in nuovi impianti rinnovabili hanno superato quelli in nuovi impianti basati sulle fonti fossili, con una crescita da 46 a 162 miliardi di US $ nel periodo 2004-2009. Tutto ciò grazie a investimenti nei Paesi ricchi, come gli USA e l’UE, ma anche in Paesi emergenti, come Cina, Brasile e India, che assommano il 37% degli impegni finanziari complessivi in energie rinnovabili.

Il Report dell’IPCC sfata definitivamente, qualora ve ne fosse ancora bisogno, tutti i falsi miti su una tecnologia che può cambiare il nostro futuro, renderlo migliore, più sostenibile e pulito.

La speranza che tutti dobbiamo coltivare, e per la quale dobbiamo impegnarci costantemente, è che questo scenario divenga patrimonio comune e base fondante per tutte le scelte di politica energetica che verranno adottate nei prossimi anni. Anche in un paese come l’Italia, che negli ultimi anni gioca un ruolo di forte conservazione sulla strada della rivoluzione energetica pulita.

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