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Un complotto in alto mare

News - 17 febbraio, 2011
Scandali, bugie, omissioni. Con un nuovo rapporto sveliamo i gravi retroscena del rigassificatore offshore della OLT. Un esperimento pericoloso, che verrà testato per la prima volta nella zona "protetta" del Santuario dei Cetacei, davanti la costa tra Pisa e Livorno.

A quattro anni dall'autorizzazione dell'impianto, il ministero dell'Ambiente ha dato il via libera a nuove modifiche progettuali che potrebbero aggravare i rischi ambientali di questo progetto. Ancora una volta gli interessi dell'industria calpestano la tutela ambientale.

In quest'ultimo parere, la Commissione Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale ammette che non è mai stato valutato in maniera adeguata l'impatto devastante che lo scarico di cloro e il rumore prodotto dall'impianto avranno sull'ambiente marino. Una follia, visto che il rigassificatore sorgerà nel bel mezzo del Santuario dei Cetacei e a poca distanza dalle Secche della Meloria, Area Marina Protetta recentemente istituita. Invece di proteggere balene e delfini come promesso, le istituzioni li stanno condannando a morte.

Come evidenziato nel nostro rapporto, la Commissione Tecnica ammette chiaramente che ogni anno saranno sversati in mare ben 3,6 tonnellate di cloro (completamente ignorate nella VIA del 2004!). Questo porterà alla formazione di composti organo-clorurati tossici, mutageni e non facilmente biodegradabili.

Denunciamo, inoltre, che il rumore in acqua prodotto dall'impianto potrebbe aumentare con lo spostamento di alcuni macchinari particolarmente rumorosi nello scafo della nave. Una modifica progettuale che secondo la Commissione sarebbe "altamente compatibile con l'ambiente". La stessa Commissione poi a fine documento prescrive un monitoraggio sia del rumore che della presenza di cetacei nell’area, mentre nella VIA del 2004 negava addirittura la presenza di questi animali. Un'altra bugia smentita dalla balena che si è spiaggiata sul litorale pisano pochi giorni fa.

È uno scandalo che il ministero dell'Ambiente riconosca di non aver mai valutato questi impatti ambientali e, ciononostante, permetta di incrementarli. Inutile nascondersi dietro monitoraggi successivi perfettamente inutili, visto che i cetacei scapperanno da un'area rumorosa e inquinata.

A fronte di queste rivelazioni chiediamo:
- al ministero dell'Ambiente di bloccare immediatamente la costruzione del rigassificatore off-shore;
- al Comitato Scientifico e Tecnico del Santuario di esprimere un parere vincolante sulla reale compatibilità di questo progetto con il futuro delle balene;
- alla Regione Toscana di intervenire in maniera concreta a tutela del Santuario come più volte promesso.

Scarica il rapporto "Complotto in alto mare"

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