Questo sito utilizza cookie tecnici propri per migliorare la tua navigazione e cookie di terze parti per analisi statistiche e condivisione dei contenuti. Procedendo con la navigazione acconsenti all'uso di tutti i cookie. Per saperne di più clicca qui.

Per l'Ue il tonno rosso è in pericolo d'estinzione. Per l'Italia no!

News - 10 settembre, 2009
La Commissione europea vuole inserire il tonno rosso nella lista delle specie in pericolo d'estinzione. E l'Italia rimedia un'altra figuraccia internazionale: nel 2008 si è espressa a favore del blocco totale di questo tipo di pesca mentre ora non vuole lo stop alle esportazioni.

Greenpeace propone l'istituzione di un network internazionale di riserve marine, per tutelare la biodiversità degli ecosistemi del mare e mitigare gli impatti del cambiamento climatico.

Bookmark and Share

La popolazione di tonno rosso è scesa negli ultimi anni a livelli criticamente bassi a causa della cattiva gestione e della pesca illegale. Questa specie è a rischio non meno di altre in stato critico come le balene, il lupo e la lontra.

Accogliamo con soddisfazione - dopo anni di battaglie e segnalazioni - la decisione della Commissione europea di sostenere il divieto per il commercio internazionale del tonno rosso del Mediterraneo e del Nord Atlantico. La proposta è già stata sostenuta da Francia, Regno Unito, Olanda, Germania, Polonia e Austria.

Non comprendiamo i motivi che spingono il nostro Paese ad opporsi a tale decisione dopo che nel 2008, alla riunione della Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Rosso (ICCAT) tenutasi a Marrakesh, si era battuta per un blocco totale della pesca.

Il prossimo 21 settembre l'Unione Europea dovrà raggiungere una posizione comune in vista della riunione della Parti della CITES (Convenzione Internazionale sul Commercio delle Specie in Pericolo) che si terrà a marzo prossimo a Doha, nel Qatar. Chiunque si oppone a questo divieto ha chiaramente interessi commerciali a breve termine che non tengono in considerazione la sopravvivenza della specie. In coerenza con le posizioni assunte l'anno scorso ci aspettiamo che anche l'Italia appoggi questa decisione.

Bookmark and Share

Categorie