Questo sito utilizza cookie tecnici propri per migliorare la tua navigazione e cookie di terze parti per analisi statistiche e condivisione dei contenuti. Procedendo con la navigazione acconsenti all'uso di tutti i cookie. Per saperne di più clicca qui.

Oceano ai Poli

Artico e Antartide: le loro lande nevose, le loro acque gelate, sono l’ultimo esempio che resta, il più puro, di vita selvaggia sul Pianeta Terra e sono indispensabili al funzionamento dell’unico Pianeta che abbiamo.

Mentre l’Artico è stato abitato per millenni da popoli che si sono adattati alle difficili condizioni della vita tra i ghiacci, l’Antartide solo da poco tempo ha cominciato a “ospitare” prima cacciatori (di foche e balene), poi esploratori, scienziati e turisti… più di recente. Entrambi i Poli, e i loro oceani, ospitano una vita selvaggia in grado di resistere a condizioni ambientali estreme. Le acque polari forniscono alimentazione ricchissima a uccelli e a quel che resta delle popolazioni di mammiferi marini, compresa la maggior parte delle ultime grandi balene.

Oggi troppi fattori ormai hanno un effetto globale sul funzionamento di tutto il Pianeta e non risparmiano neanche i Poli: dal cambiamento climatico in rapida accelerazione, alla rapida industrializzazione, fino al consumo incontrollato delle risorse globali.

I Poli sono indicatori dello stato di salute del nostro Pianeta e ci mandano un allarme molto chiaro: stiamo compromettendo la capacità della Terra di sostenere la vita come la conosciamo. È già troppo tardi per evitare effetti profondi e negativi sugli ecosistemi polari. Siamo ancora in tempo, però, per evitare ulteriori impatti, mettendo un freno all’espansione delle flotte pescherecce, all’industria estrattiva di combustibili fossili (petrolio, gas, ma anche carbone) e alle altre minacce che rischiano di completare il saccheggio e la contaminazione della nostra ultima frontiera selvaggia.

Le riserve marine sono la migliore soluzione possibile per entrambi i Poli.

Gli ultimi aggiornamenti

 

Goliat, l’elefante bianco

Pubblicazione | 7 dicembre, 2015 a 12:33

Lo sfruttamento del campo Goliat da parte di ENI (65 per cento) e Statoil (35 per cento) al largo delle coste settentrionali della Norvegia, nel Mare di Barents, è stato presentato – e continua a essere promosso – come la prova che non tutti i...

Quella sporca filiera

Pubblicazione | 4 novembre, 2015 a 11:27

La catena di produzione che porta il tonno nelle nostre scatolette è spesso tutt’altro che “pulita”: un sistema che non di rado è macchiato dall’utilizzo di metodi di pesca che stanno svuotando i nostri mari e dalla violazione dei diritti di chi,...

L'abuso di pesticidi nella produzione europea di mele

Pubblicazione | 21 ottobre, 2015 a 11:00

Energy Revolution 2015

Pubblicazione | 21 settembre, 2015 a 12:20

Nel 2050 il Pianeta potrebbe soddisfare interamente il proprio fabbisogno energetico con fonti rinnovabili: uno scenario non solo possibile, ma anche conveniente, come dimostra “Energy Revolution 2015 – 100% renewable energy”, nuovo rapporto di...

Impronte nella neve

Pubblicazione | 8 settembre, 2015 a 9:00

Bombardamento a tappeto

Pubblicazione | 5 agosto, 2015 a 17:18

Per la sua conformazione particolare, l’Adriatico è probabilmente il settore più pescoso del Mediterraneo. La pesca in questo mare vale circa 300 milioni di euro l’anno e dà lavoro a circa 10 mila persone. Senza contare settori come...

100% rinnovabili: un nuovo futuro per le piccole isole

Pubblicazione | 22 luglio, 2015 a 12:45

Acciughe al collasso: un piccolo pesce in grande pericolo

Pubblicazione | 25 giugno, 2015 a 12:30

Anni di pesca intensiva e di politiche orientate al profitto facile e immediato stanno decimandole le acciughe (o alici), uno dei pesci tipici della nostra cultura e tradizione gastronomica.

Il gusto amaro della produzione intensiva di mele

Pubblicazione | 16 giugno, 2015 a 12:00

Un’analisi dei pesticidi nei meleti europei e di come soluzioni ecologiche possono fare la differenza

41 - 50 di 412 risultati.