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Alluvione di Genova, è il momento di fermare il cambiamento climatico

Comunicato stampa - 10 ottobre, 2014
Greenpeace esprime la sua vicinanza alla città di Genova e cordoglio per il lutto che sta vivendo. Le alluvioni, in questo come in altri territori del Paese e del Pianeta, stanno diventando una macabra consuetudine, un appuntamento fisso che si ripete sempre più violento.

“È ora che i cittadini comprendano, una volta per tutte, che i responsabili di questi disastri sono i governi che fanno poco o nulla per arrestare i cambiamenti climatici” dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. “Torneremo a parlare della messa in sicurezza del territorio come la più grande opera pubblica che l’Italia possa mettere in campo: questo è certamente vero, ma la responsabilità di chi continua a puntare sulle fonti energetiche fossili, magari ostacolando la crescita delle energie pulite, non può essere più taciuta.”

Greenpeace ricorda che quest’anno si è registrato un nuovo record di concentrazione di gas serra in atmosfera: l’anidride carbonica ha raggiunto le 396 parti per milione, ovvero il 142 per cento in più rispetto all’età preindustriale. Queste tragedie non sono figlie del caso, non sono un’episodica sciagura o “disastri naturali”. Sono la conseguenza delle alterazioni che le attività antropiche hanno determinato sul clima.

“Auspichiamo che il premier Renzi e il suo governo si uniscano al cordoglio del Paese senza cogliere questa triste occasione per nuovi spot. Speriamo che, per decenza, chi sta puntando tutto sulle fonti fossili, svendendo l’Italia e i suoi mari alle compagnie petrolifere, taccia riconoscendo i propri errori” conclude Boraschi.

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