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Bene divieto UE sulla brevettabilità delle staminali

Comunicato stampa - 18 ottobre, 2011
Greenpeace accoglie favorevolmente la decisione della Corte di Giustizia europea che impedisce la brevettabilità di cellule derivate dagli embrioni umani.

La decisione odierna è relativa alla disputa tra Greenpeace e il ricercatore tedesco di cellule staminali Oliver Brüstle. Nel 2004, Greenpeace si è opposta al brevetto tedesco per la produzione e l'uso di cellule embrionali umane e ha spinto la Corte a esaminare i confini etici della brevettabilità.

"Impedendo la brevettabilità di embrioni umani, la Corte di Giustizia - sostiene Lasse Bruun, di Greenpeace International - ha agito a tutela della vita umana e contro gli interessi commerciali. Ci auguriamo che l'Ufficio nazionale dei brevetti accolga il parere della Corte, non concedendo il brevetto per le cellule embrionali umane".

Dal 2006, l'Ufficio europeo dei brevetti non concede più brevetti su cellule staminali embrionali umane. Ora, anche gli uffici nazionali dei brevetti, che ancora le concedevano, dovranno uniformarsi alla decisione europea. La decisione della Corte influirà solo parzialmente sulla ricerca con le cellule staminali, dato che i ricercatori ormai hanno scoperto metodi alternativi per ottenere cellule staminali, senza bisogno di distruggere embrioni umani.

"Greenpeace non è contraria alla ricerca sulle cellule staminali, ma si oppone ai brevetti sul vivente. L'Europa ha messo fuorilegge i brevetti sull'uso degli embrioni umani a fini industriali o commerciali, e questo caso chiarisce ulteriormente tale scelta. La decisione della Corte - conclude Bruun - stabilisce limiti precisi alla commercializzazione della vita umana"

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