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Balena morta a gennaio conferma il degrado del Santuario dei Cetacei

Comunicato stampa - 18 marzo, 2011
Sono stati resi noti i risultati delle analisi svolte sulla balena spiaggiata sul litorale tra Pisa e Livorno a fine gennaio. L'animale, affetto da Morbivillivirus, era fortemente debilitato, immunodepresso e presentava un forte accumulo di sostanze organo-clorurate, rivelano gli esperti. A pochi giorni dalla fine del Carnevale di Viareggio, dove Greenpeace da uno dei carri denuncia: "Serve un Santuario, non un cimitero", si conferma che le condizioni degli animali nell'area sono davvero preoccupanti.

"Questi risultati lanciano nuovamente l'allarme sul degrado del Santuario. Il grave inquinamento dell'area sta avendo un impatto negativo non solo sui cetacei, ma su tutta la catena alimentare, come già evidenziato l'anno scorso dalle nostre analisi sulle sogliole - commenta Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace - Invece di piangere sulla morte delle balene è ora che si mettano in atto reali misure di tutela, prima che sia troppo tardi".

In quasi dieci anni dalla nascita del Santuario, il governo italiano non solo non ha fatto nulla per proteggere questi animali, ma ha addirittura autorizzato la costruzione di un pericoloso rigassificatore offshore proprio davanti alle coste toscane. L'impianto immetterà in mare ben 3,6 t di cloro l'anno senza che nessuno ne abbia mia valutato gli effetti. E pensare che proprio tale scarico porterà alla creazione di nuovi pericolosi composti organo-clorurati, che sono tossici, mutageni, non facilmente biodegradabili e noti per la loro azione immunodeprimente sui cetacei.

È inaccettabile che si giustifichi l'autorizzazione di tale mostro con la premessa delirante che nell'area non vi sono cetacei. Purtroppo più passa il tempo e più troviamo esemplari, ma spiaggiati e morti!

Che il Santuario verta in condizioni di grave degrado è ampiamente noto. Due dei sette capodogli spiaggiati a dicembre del 2009 sulle coste pugliesi provenivano proprio da quest'area: anche questi animali presentavano segni di immunodepressione e un forte accumulo di sostanze inquinanti, tra cui metalli pesanti e composti organoclorurati.

"Davanti all'inattività del ministero dell'Ambiente, Greenpeace ha chiesto alle Regioni che si affacciano sull'area di tener fede al loro impegno e tutelare con misure concrete il Santuario, a partire dal blocco del folle progetto del rigassificatore off-shore. Quante morti dovremo ancora aspettare prima che si faccia finalmente qualcosa per proteggere l'area e le balene che la popolano?" - conclude Monti.

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