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Greenpeace e comunità sarde a On. Prestigiacomo: per le Bocche di Bonifacio fatti non parole

Comunicato stampa - 15 giugno, 2011
A un anno dall'Accordo firmato da Italia e Francia per tutelare le Bocche di Bonifacio, Greenpeace e gli amministratori della Sardegna settentrionale chiedono al Ministro dell'Ambiente, On. Prestigiacomo, di essere informati delle iniziative intraprese fin'ora. L'impegno preso un anno fa a Palau [1], prevedeva una proposta per vietare il transito di navi con carichi pericolosi nelle Bocche, e la finalizzazione del processo di creazione di un Parco Marino internazionale delle stesse.

"Un anno fa ci siamo congratulati con il Ministro, l'impegno firmato a Palau rappresentava un passo importante per la protezione dell'ecosistema marino. Ad oggi, però, oltre 130.000 tonnellate di merci pericolose all'anno continuano a transitare nello stretto, senza che nessuna misura di protezione sia stata messa in atto - spiega Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace - Le comunità locali hanno il diritto di sapere che cosa è stato fatto fin'ora".

Il 15 giugno scorso il ministro dell'Ambiente invitava a Palau autorità locali e organizzazioni ambientaliste, tra cui Greenpeace, che da anni lottano a tutela dello stretto, per essere testimoni della dichiarazione con cui Italia e Francia si impegnavano a proteggere l'area. Oggi Greenpeace, insieme a 10 comuni del Nord della Sardegna [2], il presidente della Provincia Olbia-Tempio  e all'Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Sannitu, presenti alla cerimonia, ha inviato una comunicazione ufficiale al Ministro [3] per sapere come intenda procedere affinché i processi a tutela delle Bocche di Bonifacio si concretizzino, come promesso, nel più breve tempo possibile.

"Siamo stanchi di accordi che valgono solo sulla carta. Nel 1999 proprio Francia e Italia, insieme a Monaco, si impegnavano a proteggere tutto il Nord Tirreno, creandovi il Santuario dei Cetacei Pelagos. Eppure in tutti questi anni non sono stati in grado di mettervi in pratica una sola misura di tutela e gestione. Ci auguriamo che questo accordo non finisca per essere l'ennesimo specchietto per le allodole. È ora che il Ministro dimostri di voler davvero proteggere l'area" - conclude Monti.

Come evidenziato nella stessa dichiarazione, le Bocche di Bonifacio sono un'area di alta valenza ambientale, particolarmente vulnerabile alle minacce e ai rischi ambientali creati dalle attività antropiche. La pericolosità della navigazione nello stretto, con non pochi episodi di naufragio avvenuti in passato, e il recente sversamento di idrocarburi a Porto Torres, sottolineano come l'area abbia un urgente bisogno di protezione e di una gestione sostenibile, unitamente a tutto il Santuario dei Cetacei in cui essa si trova.

Note:
[1] link al comunicato stampa del 15 giugno 2010 http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/comunicati/Greenpeace-festeggia-per-le-Bocche-di-Bonifacio-ma-ora-servono-i-fatti-/

[2] autorità firmatarie: Bastianino Sannitu (Assessore ai Lavori Pubblici Regione Sardegna), Fedele Sanciu (Presidente della Provincia Olbia-Tempio), Francesco Muntoni (Sindaco del Comune di Aggius), Loredana Pirina (Vicesindaco del Comune di Arzachena), Anton Pietro Stangoni (Sindaco del Comune di Badesi), Giuseppe Langella (Delegato all'Ambiente Comune di Golfo Aranci), Angelo Comiti (Sindaco del Comune di La Maddalena), Scampuddu Antonio (Sindaco del Comune di Luogosanto), Gianni Giovannelli (Sindaco del Comune di Olbia), Luca Fresu (Vicesindaco del Comune di Palau), Stefano Pisciottu (Sindaco del Comune di Santa Teresa di Gallura), Romeo Frediani (Sindaco del Comune di Tempio)

[3]  link alla comunicazione ufficiale al Ministro http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/file/2011/mare/bocche%20di%20bonifacio.pdf

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