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Greenpeace invia nuove prove sul caso ex-Sisas alla Commissione europea

Comunicato stampa - 19 maggio, 2011
Confermati i sospetti di Greenpeace sul caso dei rifiuti pericolosi provenienti dalla bonifica della ex-Sisas di Pioltello ed esportati in Spagna. Almeno una parte di questi rifiuti - contrariamente a quanto affermato dalla Giunta andalusa e da Befesa, proprietaria della discarica - sono stati smaltiti presso l'impianto di Nerva (Andalusia), senza ricevere il necessario trattamento, obbligatorio, di stabilizzazione e inertizzazione.

Il caso, che potrebbe costituire una grave violazione del diritto europeo, è stato documentato da Greenpeace che ha inviato informazioni dettagliate alla Commissione europea [1].

Lo scorso 1 marzo, Greenpeace ha documentato che diversi camion di rifiuti italiani hanno depositato il loro carico in una zona della discarica di Nerva adibita allo smaltimento di residui non pericolosi. Dopo insistenti richieste, la Giunta andalusa ha finalmente fornito a Greenpeace informazioni che confermano come questi residui (autorizzazione n ° IT13588), sono classificati quali rifiuti pericolosi e devono quindi essere sottoposti a un adeguato trattamento fisico-chimico prima di essere smaltiti in una discarica con infrastrutture adatte.

Esattamente nel periodo in cui, secondo le informazioni fornite dalla Giunta andalusa, sono arrivati a Nerva i rifiuti pericolosi dall'Italia, Greenpeace ed Ecologistas en Acciòn, hanno documentato l'attività di decine di camion che hanno scaricato rifiuti senza adottare la procedura corretta.

"Il governo dell'Andalusia deve ritirare l'autorizzazione a Befesa e chiudere in via precauzionale la discarica di Nerva- chiede Sara Del Rio, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Spagna - Bisogna chiarire se questo è il sistema di smaltimento abituale dei rifiuti pericolosi a Nerva: quanto accaduto per i rifiuti ex-Sisas non è l'unico lato oscuro sulla gestione di questo impianto".

Quello che succede a Nerva è anche un problema italiano e le nostre autorità non possono applicare la tecnica dello "scarica barile", attribuendo tutte le responsabilità all'azienda spagnola. L'impresa italiana Daneco è quella incaricata delle operazioni di bonifica a Pioltello e questi rifiuti sono prodotti in Italia.

"Non possiamo risolvere il problema dello svuotamento di discariche abusive in provincia di Milano trasferendo l'inquinamento altrove - denuncia Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia - Abbiamo già chiesto al Ministro Prestigiacomo e al Commissario Ambiente Potocnik di fare luce su questa vicenda: le ultime evidenze dimostrano che quest'affare è tutt'altro che chiuso e trasparente".

I rifiuti oggetto della denuncia di Greenpeace [2] provengono dalle operazioni di bonifica della ex-Sisas, un'azienda chimica situata a Pioltello-Rodano, alle porte di Milano. A Nerva sono state portate quasi 25.000 tonnellate di residui classificati come pericolosi (codice CER 191301), mentre il rimanente dei rifiuti pericolosi è stato suddiviso fra 14 impianti in Italia e due in Germania.

Link:
[1] dossier "Nerofumo ex-Sisas: la verità sulla gestione del nerofumo Sisas in Spagna"
http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Dossier-nerofumo-ex-Sisas/

[2] report "Una sporca storia"
http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Una-sporca-storia-/

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