Questo sito utilizza cookie tecnici propri per migliorare la tua navigazione e cookie di terze parti per analisi statistiche e condivisione dei contenuti. Procedendo con la navigazione acconsenti all'uso di tutti i cookie. Per saperne di più clicca qui.

L'Arctic Sunrise riparte dalle Canarie dopo otto giorni di fermo

Comunicato stampa - 27 novembre, 2014
Solo ieri è stato consentito all’Arctic Sunrise di Greenpeace di lasciare il porto di Arrecife (Lanzarote, Isole Canarie). La nave è rimasta in stato di fermo per otto giorni in seguito a una protesta pacifica contro la Repsol che sta effettuando trivellazioni petrolifere al largo delle Isole Canarie.

La nave è potuta ripartire dopo il pagamento di una cauzione di cinquantamila euro, che è stata versata visto che il Ministero dei Lavori pubblici spagnolo si è mostrato irremovibile, nonostante le oltre sessantamila firme raccolte in pochi giorni in favore del rilascio della nave.

Greenpeace continuerà così, grazie all’Arctic, a impegnarsi in difesa dell’ambiente, ma intende portare avanti le necessarie iniziative legali per ottenere la restituzione della cauzione. L’organizzazione sta valutando anche intraprendere un’azione legale per la reazione spropositata della Marina spagnola all’azione pacifica di protesta dello scorso 15 novembre, che ha causato il ferimento di un’attivista italiana.

L’Arctic Sunrise è diretta ora a Valencia, dove porterà sostegno ai 16 attivisti e al giornalista freelance che affronteranno il processo più duro in trent’anni di Greenpeace in Spagna, per un'azione di protesta svoltasi alla centrale nucleare di Cofrentes. Gli attivisti rischiano quasi tre anni di carcere.