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Legno illegale, bene annuncio ministro Martina ma ora aspettiamo tempi e garanzie

Comunicato stampa - 16 maggio, 2014
ROMA, 16.05.14 - Greenpeace apprende con soddisfazione dell’approvazione oggi in Consiglio dei Ministri del decreto di attuazione della normativa Europea per il contrasto al commercio del legno illegale (EUTR). L’annuncio è stato dato dal ministro Maurizio Martina su twitter, in risposta alla campagna lanciata ieri da Greenpeace che – denunciando il taglio illegale di vaste aree della foresta amazzonica – chiedeva l’intervento del Ministero a garanzia del fatto che tale legno non entrasse in Italia approfittando di vuoti normativi.

«Siamo contenti che il Ministro dichiari massimo impegno e che si sia avviato formalmente l’iter per l’attuazione della normativa europea. Ma dopo più di un anno di attesa e tanto ritardo da parte del Ministero ci piacerebbe che adesso il ministro ci desse garanzie sul fatto che il decreto non venga stravolto al ribasso e che il Governo ne sostenga l’implementazione aumentando le risorse degli enti deputati al controllo come il Corpo Forestale dello Stato per consentire un monitoraggio efficace e l’applicazione delle sanzioni. Se i 140 caratteri di un tweet sono uno spazio troppo breve, ci piacerebbe avere un incontro con il ministro su questo argomento» commenta Chiara Campione, responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia.

Ieri Greenpeace ha pubblicato i risultati di due anni di indagini sull’industria del legname nell’Amazzonia brasiliana, dimostrando come il legno che proviene dal taglio illegale che distrugge la foresta venga venduto in Europa, Israele e Stati Uniti. Con l’aiuto di casi studio disponibili al sito allarmeamazzonia.greenpeace.it Greenpeace ha svelato i molti modi con cui si riesce a frodare il sistema di controllo e far sembrare legale legname che in realtà non lo è.

«È importante anche per i consumatori, gli importatori e i commercianti italiani sapere di non essere complici – acquistando legname dalla provenienza dubbia o a rischio illegalità – della distruzione degli ultimi polmoni verdi del Pianeta» conclude Campione.

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