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Mareblu: "tonno sostenibile nel Regno Unito. E in Italia?"

Comunicato stampa - 26 luglio, 2011
L'azienda produttrice di tonno Mareblu in Italia, Marine World Brand (MWB), ha annunciato oggi che, entro il 2016, nel 100% dei suoi prodotti venduti nel Regno Unito, con il marchio John West, verrà usato solo tonno pescato in maniera sostenibile. Nessuna novità, invece, per i consumatori italiani. Nelle scatolette Mareblu si continuerà a utilizzare tonno pescato con metodi di pesca che stanno minacciando l'intero ecosistema marino.

MWB, produttore di conserve ittiche leader in tutta Europa, si è impegnato a utilizzare tonno pescato in maniera sostenibile per i soli prodotti britannici: con amo e lenza o con reti a circuizione senza l'uso di sistemi di aggregazione per pesci (FAD). Nel resto della produzione, e quindi anche nei prodotti "Mareblu" in Italia, si continuerà alla vecchia maniera: utilizzando i FAD. I FAD non solo causano la cattura di esemplari giovani di tonno pinna gialla e tonno obeso, mettendo ancora più in crisi i loro stock, ma uccidono accidentalmente molti altri animali, tra cui specie a rischio di squali e tartarughe.

"Il passo fatto da MWB sul mercato inglese ha un grande valore ma non basta! È inaccettabile che chi opera a livello internazionale si impegni solo su un mercato e continui con pratiche insostenibili negli altri - afferma Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia - Per una questione di credibilità, MWB deve adottare la stessa politica in tutta la sua produzione. Oppure vuol dire che considera Mareblu un prodotto di seconda categoria e noi italiani consumatori di serie B".

Quando a gennaio 2010 Greenpeace ha lanciato in Italia la classifica "Rompiscatole", il tonno Mareblu si è posizionato tra i primi in classifica per la sua politica basata su alcuni principi di sostenibilità nella scelta della materia prima utilizzata. Passi importanti ma che hanno lasciato l'azienda con un giudizio complessivo comunque insufficiente. "Speravamo che Mareblu - continua Monti - continuasse a essere tra le aziende più impegnate in Italia e stesse lavorando per avere prodotti 100% sostenibili. Invece, a distanza di un anno e mezzo, la situazione non è cambiata".

Eppure il mercato internazionale sembra essersi mosso e in fretta. Negli ultimi mesi tutti i più grandi marchi di tonno in scatola inglesi - John West è solo l'ultimo - si sono impegnati a utilizzare metodi di pesca sostenibili al 100% e appoggiare la creazione di riserve marine nel Pacifico per tutelare le risorse. Anche in Italia, lo scorso maggio, Riomare si è impegnata ad avere entro il 2013 il 45% del proprio tonno pescato senza l'utilizzo di FADs.

"L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura ha recentemente annunciato che ben cinque delle otto specie di tonno sono ormai a rischio di estinzione. Chiediamo a Mareblu di smetterla con i doppi standard! I consumatori italiani, proprio come quelli inglesi, non vogliono essere complici della distruzione dei mari" - conclude Monti.

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