Questo sito utilizza cookie tecnici propri per migliorare la tua navigazione e cookie di terze parti per analisi statistiche e condivisione dei contenuti. Procedendo con la navigazione acconsenti all'uso di tutti i cookie. Per saperne di più clicca qui.

Oltre 170 attivisti di Greenpeace alle aziende UE: 30% subito!

Comunicato stampa - 18 maggio, 2011
Stamattina, all'arrivo dei rappresentanti delle aziende europee all'European Business Summit di Bruxelles, oltre 170 attivisti di Greenpeace hanno fermato l'inizio dei lavori attaccandosi alle porte dell'edificio. Gli attivisti hanno negato l'ingresso ai rappresentanti delle aziende che si oppongono alla riduzione delle emissioni di CO2 del 30% al 2020 e hanno dato il benvenuto alle aziende leader nella lotta ai cambiamenti climatici come Google, Danone e Philips.

Greenpeace ha sollecitato la comunità imprenditoriale europea, in particolar modo i "ritardatari" del clima come Microsoft, BP e Volkswagen, a seguire l'esempio delle compagnie più virtuose. Google, Unilever, Danone, Phillips e Allianz fra tutte stanno chiedendo un target di riduzione del 30% delle emissioni di gas serra per far ripartire l'economia dell'Europa.

Politiche radicali per la salvaguardia del clima  possono sostenere l'economia stimolando investimenti in tecnologie verdi, nuove infrastrutture e occupazione nella green economy [1]. Un target del 30% di riduzione delle emissioni potrebbe incrementare il PIL dell'Unione di più di 600 miliardi.

"Le imprese leader sostengono un abbattimento delle emissioni del 30% e sollecitano investimenti per la salvaguardia del clima e lo sviluppo della tecnologia e competitività, mentre quelle "ritardatarie" continuano a frenare il progresso - afferma Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia - In Europa possiamo puntare a un'economia competitiva o restare indietro rispetto a una rivoluzione energetica che sta avanzando".  

Nel mese scorso grandi marchi come IKEA, MANGO e il Gruppo PPR (che include aziende come Puma e Gucci) si sono uniti al crescente movimento delle imprese leader nella salvaguardia del clima confermando che il rifiuto di una riduzione delle emissioni è basato su una serie di miti e bugie facilmente smontabili [2].

Greenpeace ritiene che un taglio incondizionato, del 30% al 2020, delle emissioni di gas serra, deve essere il primo passo verso un obiettivo più ambizioso che imponga una riduzione delle emissioni del 40% per i Paesi maggiormente industrializzati. È il solo modo per riuscire a contenere il surriscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C ed evitare gli effetti più catastrofici di un cambiamento climatico ormai in corso.
Note:

[1] Link al briefing "Imprese europee: obiettivo 30%"
http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Imprese-europee-obiettivo-30/

[2] Link al briefing "Obiettivo 30% - i falsi miti sulla riduzione della CO2 al 2020"
http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Obiettivo-30-i-falsi-miti-sulla-riduzione-della-CO2-al-2020/

Categorie