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Solidarietà ad attivisti no carbone di Saline Ioniche: l'attivismo non si processa

Comunicato stampa - 30 settembre, 2014
Oggi presso il Tribunale di Reggio Calabria si tiene la prima udienza del processo contro i quattro attivisti “No Carbone” Paolo Catanoso, Noemi Evoli, Giuseppe Toscano, Domenico La Rosa, citati in giudizio dalla SEI S.p.A. per aver diffuso vignette satiriche, comunicati stampa, volantini ritenuti lesivi per l’ immagine dell’azienda. La SEI - di cui sono principali azionisti il gruppo svizzero Repower e la multiutility italiana Hera - è la società di progetto che intende realizzare, a Saline Joniche (Reggio Calabria), una nuova centrale a carbone. Le vignette diffuse dagli attivisti contestavano il progetto e mettevano in luce i danni che esso arrecherebbe all’ambiente e all’economia locali.

Uno studio realizzato due anni fa dall’istituto di ricerca olandese SOMO per conto di Greenpeace, analizzava gli impatti sanitari ed economici dell’inquinamento delle centrali a carbone in Italia. Applicando quella stessa metodologia ai dati tecnici del progetto di Saline, emerge che la realizzazione di quell’impianto causerebbe 44 casi di morte prematura l’anno e danni economici (sanitari, ambientali, climatici) pari a 357 milioni di euro l’anno.

La centrale che la SEI intende realizzare sarebbe una infrastruttura inutile, di cui il sistema energetico del Paese non ha alcun bisogno: già oggi la potenza installata è in grado di garantire una generazione di energia più che doppia rispetto ai picchi di consumo elettrico in Italia. Peraltro, a differenza di altri progetti, si tratterebbe di un impianto da costruire ex novo (non un riconversione), sulle macerie di un polo chimico mai entrato in produzione.

«Il progetto della SEI è uno scempio al territorio e l’ennesima minaccia fossile all’ambiente, al clima e all’economia. Che lo si voglia portare avanti, per giunta, reprimendo il dissenso a suon di minacce alla libertà di critica e dissenso è una vera vergogna. Oggi stiamo diffondendo una delle vignette incriminate sui nostri canali online. La SEI, se crede, può denunciare anche Greenpeace» ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima dell’associazione.

Greenpeace esprime solidarietà e vicinanza agli attivisti denunciati.