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Legge Delega. Greenpeace: scandalosa la politica di gestione dei rifiuti

Comunicato stampa - 18 novembre, 2005
Greenpeace interviene sull'approvazione al Consiglio dei Ministri della legge delega: "La legge delega sull'ambiente è una vergogna perché apre una deregulation senza limiti sui rifiuti, dall'apertura delle nostre frontiere a traffici incontrollati di rifiuti ferrosi e non, al ritorno alla tassa rifiuti ed alla totale disincentivazione della raccolta differenziata, facendo marcia rispetto agli obiettivi del Decreto Ronchi, anche grazie al passaggio al regime di volontarietà dei consorzi" afferma Vittoria Polidori, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace.

[...] La legge delega sull'ambiente è una vergogna perché apre una deregulation senza limiti sui rifiuti [...] Vittoria Polidori

Greenpeace sottolinea come i rottami ferrosi e non ferrosi, nonché altri scarti di lavorazioni industriali e quelli di lavorazioni artigianali o provenienti da cicli produttivi o di consumo destinati ad attività siderurgiche e metallurgiche, diventeranno materie prime secondarie e quindi non più sottoposti al regime dei rifiuti. Diventerebbe così impossibile ogni forma di controllo sulla movimentazione di queste sostanze che sono considerate "rifiuti" nel resto della Unione europea e sottoposte anche nel nostro paese ad obblighi di documentazione. La Legge Delega aggrava ulteriormente la situazione riconoscendo come materie prime secondarie anche i rottami ferrosi e non ferrosi provenienti dall'estero e istituendo una sezione speciale dell'Albo nazionale delle imprese alla quale si potrebbero iscrivere imprese di Paesi europei ed extraeuropei che effettuano operazioni di recupero di rottami ferrosi e non ferrosi. Tutto questo comporterebbe la movimentazione senza alcun controllo di materiale ferroso e non ferroso e che potrebbe facilitare l'introduzione nel nostro paese di materiale contaminato anche da sostanze radioattive.

"Istituire nuovamente poi la tassa sui rifiuti, in contrasto col Decreto Ronchi, rappresenta un passo indietro. La tassa, commisurata sulla base delle quantità e qualità medie ordinarie dei rifiuti prodotti per unità di superficie, fa si che il principio di responsabilizzazione del cittadino, introdotto indirettamente con la tariffa, venga meno. L'utente non sarà più incentivato a produrre meno rifiuti e differenziare per abbattere i suoi costi" spiega Polidori. 

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