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Bisfenolo-A via dai biberon. L'Ue mette al sicuro i bambini

Comunicato stampa - 26 novembre, 2010
Roma, Italia — Greenpeace applaude la decisione dell’Unione europea di proibire finalmente il bisfenolo-A (BPA) nei biberon a partire dal prossimo anno. La decisione, raggiunta dopo mesi di negoziati all’interno dell’Ue, è arrivata dopo anni di battaglie di ambientalisti e consumatori contro l’uso di questa sostanza.

Il bisfenolo A è usato per la produzione di plastiche tra cui il policarbonato, materiale di cui sono costituiti la maggior parte dei biberon, ma anche in molte altre applicazioni come vernici usate all’interno di lattine e altri imballaggi per la conservazione di prodotti alimentari, bevande e prodotti farmaceutici. Per questi usi, non è ancora previsto un bando totale della presenza del bisfenolo-A, ammesso fino a una dose giornaliera di 0,05 milligrammi per ogni kilogrammo di peso corporeo sia negli adulti che nei neonati. Dopo un’analisi condotta insieme al WWf nel 2005 che dimostrava la presenza di bisfenolo-A nel sangue di donne in gravidanza e nel cordone ombelicale, Greenpeace di recente ha rinvenuto BPA in campioni di sogliola pescati nel Santuario dei Cetacei.

«La decisione dell’Unione europea di proibire la produzione di biberon contenenti BPA dal prossimo marzo – sostiene Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace - è una vittoria per i nostri bambini in primiss. Attendiamo a questo punto che dal primo giugno venga vietata la commercializzazione e l’importazione dei biberon in policarbonato».

Nel 1996, il BPA è stato classificato dalla Commissione europea come una sostanza con preoccupanti effetti sulla salute umana. Numerose ricerche hanno dimostrato che il bisfenolo-A è una sostanza capace di interferire con il normale funzionamento del sistema ormonale. Recenti studi hanno poi messo in evidenza un potenziale impatto di questa sostanza sul sistema nervoso centrale e su quello immunitario, collegandola anche a una maggior frequenza del tumore della mammella.

«Sostanze così pericolose non dovrebbero essere utilizzate nemmeno nei prodotti destinati agli adulti. Ogni giorno siamo esposti a un cocktail di composti chimici da cui non possiamo difenderci - conclude Polidori - se non con un’attenta e assoluta prevenzione nel loro utilizzo».

 

Note

Rapporti:
“Un regalo per la vita - Sostanze chimiche pericolose nel sangue del cordone ombelicale” (08 settembre 2005): scarica il pdf
“Sogliole tossiche nel Santuario dei cetacei: non ingerire!” (5 agosto 2010): scarica il pdf

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