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Scarsa trasparenza nelle operazioni di bonifica a Bhopal

Accesso negato a Greenpeace

Comunicato stampa - 16 giugno, 2005
È stata finalmente avviata, da parte del governo indiano, la bonifica del sito della Union Carbide, la fabbrica di pesticidi di Bhopal dove si è sviluppato il peggior disastro chimico della storia, il 2 dicembre 1984. Agli attivisti di Greenpeace, presenti a Bhopal per monitorare le operazioni, è stato negato però l'accesso al sito.

Inizia la bonifica di Bhopal, ma l'operazione è condotta con poca trasparenza.

È stata finalmente avviata, da parte del governo indiano, la bonifica del sito della Union Carbide, la fabbrica di pesticidi di Bhopal dove si è sviluppato il peggior disastro chimico della storia, il 2 dicembre 1984. Agli attivisti di Greenpeace, presenti a Bhopal per monitorare le operazioni, è stato negato però l'accesso al sito da parte del Ministero per le vittime del gas e la riabilitazione e del Presidente del Madhya Pradesh Pollution Control Board (MPPCB). L'associazione ambientalista era pronta a collaborare alle operazioni, fornendo anche equipaggiamenti di sicurezza per lo svolgimento del lavoro.

Nelle scorse due settimane, Greenpeace e la ICJB (Campagna internazionale giustizia per Bhopal) avevano ripetutamente denunciato l'inadeguatezza e l'incompetenza delle autorità nell'assicurare la sicurezza dei lavoratori, cosiccome i limiti dei protocolli seguiti per le operazioni di bonifica. Greenpeace chiede quindi che il piano di bonifica sia immediatamente reso pubblico e che il governo dimostri anche come potrà ottenere il rimborso delle spese sostenute dalla Union Carbide. L'associazione aveva anche criticato l'ipotesi di creazione di una discarica, un'altra bomba ad orologeria che continuerebbe a minacciare le future generazioni degli abitanti di Bhopal. "Le autorità devono permettere ad esperti indipendenti, rappresentanti delle comunità e delle Ong di assistere alle operazioni per assicurare la trasparenza e la sicurezza dei lavoratori e degli abitanti. Se non verrà data risposta a queste richieste, chiederemo alle autorità di bloccare immediatamente queste pericolose operazioni di bonifica" afferma Vittoria Polidori, campagna inquinamento di Greenpeace.

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