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La Cina vota per le energie rinnovabili

Comunicato stampa - 28 febbraio, 2005
Oggi la Cina ha votato la prima legge per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili. Secondo Greenpeace questo provvedimento potrebbe essere un volano per l'energia eolica e solare nel Paese: se la Cina diventasse un leader mondiale delle rinnovabili, potrebbe trasformare i mercati globali.

L'energia eolica è tra tutte le fonti di energia rinnovabile, probabilmente quella che più di tutte può essere utilizzati su larga scala e in tempi brevi.

La legge, che entrerà in vigore l'11 gennaio 2006, permetterà alle rinnovabili di decollare in Cina, consentendo ai produttori l'accesso alle reti di distribuzione e spalmando i costi delle nuove tecnologie sull'intero settore elettrico.

Per Greenpeace, la legge è un segnale forte di impegno sul fronte del cambiamento climatico e non a caso arriva poco dopo l'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. Nonostante la Cina non sia vincolata dal Protocollo, in quanto secondo Paese al mondo per emissione di gas serra, ha delle responsabilità precise. Lo scorso anno, pur in assenza di una legge e di incentivi, l'eolico è cresciuto in Cina del 35% e le altre fonti rinnovabili hanno un potenziale analogo.

"Paradossalmente se la Cina dovesse abbracciare in maniera decisa le fonti rinnovabili, l'Europa rischia di perdere la leadership tecnologica ed industriale in questo campo. Bisogna decidere immediatamente un ulteriore balzo in avanti nell'uso delle rinnovabili nel nostro continente. Il 10 marzo a Bruxelles si riunirà il Consiglio Ambiente dell'Ue e quella è la sede per assumere impegni concreti di riduzione dei gas serra a medio e lungo termine basati su una visione lungimirante che promuova tecnologie avanzate e pulite quali l'eolico anche per le positive ricadute economiche ed occupazionali" afferma Roberto Ferrigno, direttore delle campagne di Greenpeace.

Secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia, in l'Italia le rinnovabili sono ancora al palo, rappresentando solo il 6,24% della produzione energetica. Nel 2002-2003 eolico e fotovoltaico, in particolare, hanno contribuito al fabbisogno energetico nazionale per soli 0,2 Mtep su una produzione complessiva di 180,7 Mtep. 

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