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"Posidonia: trapianto letale" – Greenpeace protesta contro la distruzione "legale" di un habitat protetto da direttiva comunitaria

Comunicato stampa - 2 agosto, 2007
Dalla nave Rainbow Warrior Greenpeace lancia il rapporto 'Posidonia: Trapianto letale' in cui denuncia il fallimento dei trapianti di posidonia e l'assenza di garanzie scientifiche che permettano di tutelare una pianta esclusiva del Mediterraneo. Greenpeace denuncia la 'legale' distruzione di una specie tutelata da una direttiva comunitaria. A bordo della nave, a sostegno dell'iniziativa, anche Amedeo di Savoia, Duca d'Aosta.

Trapianto di posidonia. Il caso di S. Marinella. Greenpeace chiedi più tutela per le praterie di posidonia, tipiche del Mediterraneo, ricche di biodiversità e fondamentali per gli equilibri dei fondali.

Conosciuta come "alga" nastriforme la Posidonia oceanica è in realtà una pianta. Possiede foglie, fusto (o "rizoma") e radici. Vive solo nel Mediterraneo e, ricoprendo il substrato, forma delle vere e proprie praterie che costituiscono l'habitat ideale per centinaia di organismi.

Le praterie di posidonia creano inoltre una fenomenale barriera che riduce la forza del moto ondoso sul litorale, limitandone l'erosione.

Aggirando i limiti posti dalla direttiva comunitaria sono stati autorizzati ed eseguiti trapianti di posidonia.

Greenpeace ha effettuato una ricognizione sul sito in cui sono state 'trapiantate' (tra agosto 2004 e febbraio 2005) circa 320.000 piantine di posidonia. Le piante provenivano dalla "prateria di Mattonara" presente nell'area in cui è stata autorizzato un ampliamento del porto di Civitavecchia. Il trapianto ha interessato una superficie di c.a. 10.000 metri quadri per un costo presumibile tra quattro e cinque milioni di euro.

"Il confronto tra le foto della rigogliosa prateria della Mattonara, prima della sua distruzione, o 'espianto' che dir si voglia, e i radi popolamenti del 'trapianto di S. Marinella' è desolante" denuncia Alessandro Giannì, responsabile della campagna mare per Greenpeace.

"E' stato commesso un crimine contro l'ambiente, spacciato per misura compensativa - continua Giannì - Che oggi, con chiare evidenze del fallimento dei trapianti di posidonia, si insista nell'invocarli, e nel prescriverli, come misure compensative è semplicemente delittuoso".

Questa mattina a bordo della Rainbow anche Amedeo di Savoia, Duca d'Aosta, che da anni sostiene la campagna Mare di Greenpeace. "Credo che Greenpeace faccia molto contro tutto ciò che si commette a danno della natura e dell'umanità stessa" - dichiara Amedeo d'Aosta - "Sono i più attivi e indipendenti, rischiano sul campo, mentre nell'ambientalismo spesso c'è troppa politica, sia di destra che di sinistra".

Greenpeace ritiene che sia ora di proteggere veramente la posidonia. Ritiene inoltre che ci siano gli estremi per ricorrere alla magistratura, nazionale e comunitaria, nel caso si voglia insistere con operazioni come quelle descritte in questo documento, operazioni che dovrebbero esser dichiarate fuorilegge.

Notes: Foto in alta risoluzione disponibili su http://www.greenpeace.it/pics

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