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Greenpeace: Italia tra i paesi UE che coprono il commercio illegali di legno

Comunicato stampa - 16 dicembre, 2009
Mentre a Copenhagen sono in corso le negoziazioni per limitare l’impatto globale della deforestazione sul clima, i Governi europei bloccano la possibilità di avere una legge severa ed efficace (FLEGT) che impedisca l’ingresso del legno illegale sui mercati europei. Ieri sera, infatti, i ministri dell’Agricoltura europei hanno votato contro una serie di importantissimi emendamenti proposti dal Parlamento europeo ad aprile per rendere legalmente vincolante la legge sul commercio del legno illegale in Europa.

Gli attivisti di Greenpeace hanno seguito, nel porto di Ravenna, lo scarico di tronchi originari delle foreste pluviali della Repubblica Democratica del Congo (RDC), fino agli impianti di lavorazione. Il carico proveniva dalla stessa nave, la Andreas K, giunta da Matadi e già fermata da Greenpeace alcuni giorni fa nel porto di Salerno.

 "A Copenhagen si discutono le misure per tagliere le emissioni proteggendo le ultime foreste del pianeta e con grande nonchalanche i Governi europei cosa fanno? Si oppongono alle misure proposte dallo stesso Parlamento per ridurre fenomeni barbari come il taglio illegale e la distruzione degli ultimi polmoni del nostro pianeta - commenta stupita Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia - Questo cieco sostegno dei Ministri, compreso l'italiano Luca Zaia, all'industria del legno renderà impossibile per tutti i consumatori europei sapere se il legno che acquistano non provenga da gravi fenomeni di illegalità come la deforestazione e l'ingiustizia sociale."

Il Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura, infatti, si è rifiutato di stabilire un livello minimo di multe e sanzioni standardizzate a livello europeo per coloro che non rispettano la legge. I Ministri non hanno neanche risposto alla preoccupazione del Parlamento che chiedeva esplicitamente di definire con urgenza cosa può considerarsi legale e cosa no nella vendita del legno in Europa, di implementare una vera catena di custodia per i prodotti come il legno e la carta e fornire strumenti efficaci alle agenzie preposte ai controlli.

Paesi come Inghilterra, Belgio, Olanda, Danimarca e Spagna hanno fortemente espresso il loro dissenso sulla decisone del Consiglio e hanno richiesto l'immediato bando del legno illegale dai mercati europei. La Francia e il Lussemburgo nonostante avessero, nella discussione parlamentare, sostenuto la necessità di un regime di sanzioni dissuasive hanno votato a favore dell'accordo del Consiglio.

"Il nostro Paese è, ancora oggi, uno dei porti più importanti per l'ingresso del legno illegale in Europa. Eppure l'Italia, insieme a paesi come la Finlandia e il Portogallo ha fortemente sostenuto l'indebolimento della legge favorendo platealmente l'industria e andando contro la tutela e la volontà dei consumatori. Questo dimostra la distanza tra le posizioni formali sulla deforestazione  - espresse di recente anche dal Ministro Frattini - e la realtà, quando si tratta di votare leggi e regolamenti" conclude Campione.

La seconda votazione della proposta di legge a parte del Parlamento Europeo dovrebbe avere luogo nella prima metà del 2010 sotto la presidenza Europea della Spagna.

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