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Pesca illegale - ambientalisti a Zaia: rafforzate controlli e sanzioni

Comunicato stampa - 4 dicembre, 2008
"Esistono carenze sostanziali nei controlli sulla pesca sufficienti a compromettere la pesca sostenibile e a determinare in Italia un’emergenza legalità in questo settore" è quanto denunciano insieme Greenpeace, Legambiente, Marevivo e WWF al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, On. Luca Zaia.

La nave di Greenpeace Arctic Sunrise ha intercettato l'ennesima spadara italiana.

Il settimo rapporto annuale della Commissione Europea sulle infrazioni

alla Politica Comune sulla pesca, registra in Italia il numero più alto

di infrazioni gravi (3.868), seguita da Spagna (2.061) e Francia

(1.360). Il dato evidenzia l'ampiezza del fenomeno dell'illegalità nel

settore della pesca italiana. Casi ampiamente documentati come

l'illegalità nella pesca al tonno rosso e nell'uso diffuso delle

spadare, o ancora la vendita di pesce sottotaglia o di specie protette,

lo strascico sottocosta, dimostrano che esiste una "emergenza legalità"

nella pesca italiana i cui costi sono altissimi. Impoverimento delle

risorse ittiche, impatto sugli habitat marini, concorrenza sleale verso

gli operatori onesti, infiltrazione della criminalità organizzata

nell'intera filiera, ripercussioni negative sulle misure di gestione

sono solo alcuni dei fattori che minacciano la sostenibilità del settore

della pesca.

Situazione ampiamente documentata dal programma televisivo REPORT, che

il 16 novembre scorso ha mandato in onda un'ampia inchiesta sulla pesca

illegale in Italia mostrando la mancanza di una decisa azione repressiva

sulle spadare illegali e lo strascico sottocosta. REPORT ha denunciato

in particolare l'impunità di cui godono gli "spadaroti" in diversi porti

dell'Italia meridionale, tra i quali il porto di Bagnara Calabra (RC).

Le immagini della trasmissione denunciano che in questi luoghi le

Autorità di controllo avrebbero sensibilmente ridotto la propria

funzione di vigilanza. Queste gravissime carenze hanno consentito negli

anni il proseguimento delle attività criminali di oltre cento

pescherecci che con l'uso delle spadare continuano ad esercitare una

pressione non selettiva sugli stock di pescespada e tonno rosso

aggravandone lo stato già fortemente compromesso. Gli ambientalisti

chiedono dunque al Ministro Zaia misure urgenti per colmare le

inefficienze nel sistema dei controlli (come ad esempio: sanzioni

dissuasive, osservatori a bordo, sistemi di rilevamento satellitare più

efficaci) e di pretendere dalle Autorità di vigilanza il massimo impegno

nella lotta all'illegalità nella pesca in tutte le marinerie.

"La pesca illegale è un'emergenza in tutta l'Unione europea e spessola

difficoltà sta proprio nell'attuazione dei controlli e nell'inefficacia

delle sanzioni. Per questo, nelle scorse settimane, la Commissione

Europea ha presentato una proposta di riforma del sistema di controlli

al settore della pesca sulla quale il nostro governo dovrà pronunciarsi

nei prossimi mesi. Per questo è auspicabile che il Ministro Zaia avvii

al più presto un confronto con le associazioni del settore, i sindacati,

i ricercatori, le organizzazioni ambientaliste, i consumatori, le

autorità di controllo e i rappresentanti della Conferenza Stato Regioni,

per rivedere criticamente il sistema nazionale dei controlli e formulare

delle proposte che possano contribuire anche alla definizione di un

sistema europeo più efficiente" hanno dichiarato le organizzazioni

ambientaliste.

Sui fatti denunciati da REPORT, in particolare in Calabria, le

Associazioni ambientaliste hanno presentato un esposto alla Procura

della Repubblica di Reggio Calabria, dichiarandosi parte offesa rispetto

alle possibili violazioni evidenziate dalla trasmissione televisiva

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