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REACH. Frattini ha colto l'importanza e urgenza di avviare REACH per la salute e l'ambiente

Comunicato stampa - 16 gennaio, 2006
Donatella Massai, direttore generale di Greenpeace, intervenuta questa mattina ad un convegno su REACH organizzato da Forza Italia, al quale ha partecipato anche Franco Frattini, commenta positivamente le parole del Commissario europeo:

Greenpeace e WWF affermano la necessità di introdurre nel REACH il principio di sostituzione, a tutela del diritto alla salute dei cittadini.

"Frattini ha sottolineato i benefici di REACH per la salute che superano di gran lunga le spese da sostenere per studiare composti chimici che ancora non conosciamo. Anche la necessità di dare al consumatore il diritto di scegliere un prodotto in base anche alla personale sensibilità per l'ambiente non può non trovarci d'accordo. Un'informazione trasparente da parte delle aziende è una delle nostre richieste e REACH è una delle possibili risposte, almeno per quel che riguarda i prodotti chimici".

Secondo la Commissione europea, il costo totale di attuazione del sistema REACH potrebbe variare tra i 2,8 e 5,2 miliardi di euro ripartiti su 11 anni, il che equivale a meno dello 0,1% del fatturato annuale dell'industria chimica europea (uno dei settori più competitivi in Europa e che a livello globale produce 1/3 del fatturato totale dell'industria chimica).

D'altro canto, i vantaggi per la salute umana sono stimati sempre dalla Commissione intorno a 50 miliardi di euro, nei 30 anni successivi all'adozione di REACH, per non parlare poi degli aspetti di tutela professionale rispetto a cui sono emersi di recente dati interessanti. La riduzione dell'esposizione sul luogo di lavoro potrà infatti ridurre il numero di patologie respiratorie e di irritazioni epidermiche, costi sociali equivalenti secondo l'università di Sheffield a circa 90 miliardi di euro in 30 anni.

Per Greenpeace il futuro della competitività risiede proprio nell'andare incontro alle richieste di sicurezza e di qualità espresse dai consumatori. Alcune aziende stanno già avviando una politica che prevede l'eliminazione di alcune sostanze dannose dai prodotti che commercializzano, sottolineando come le industrie non possano ignorare la volontà dei consumatori. Greenpeace sottolinea ancora una volta come nel futuro regolamento REACH il principio di sostituzione debba essere al centro della proposta.

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