Questo sito utilizza cookie tecnici propri per migliorare la tua navigazione e cookie di terze parti per analisi statistiche e condivisione dei contenuti. Procedendo con la navigazione acconsenti all'uso di tutti i cookie. Per saperne di più clicca qui.

Greenpeace: la fine dell’era Wolfowitz rappresenti una svolta per la Banca Mondiale

Comunicato stampa - 18 maggio, 2007
Greenpeace commenta le dimissioni del Presidente della Banca mondiale, Paul Wolfowitz, in seguito all’accusa di favoreggiamento della sua amante, e fornisce alcune indicazioni in vista dell’elezione del nuovo capo dell’istituzione internazionale. Secondo Daniel Mittler, consulente politico di Greenpeace International, "è stato il nepotismo a portare alla caduta di Wolfowitz. Ora, le credenziali necessarie per il prossimo Presidente per sanare la Banca Mondiale dovranno andare oltre l’integrità morale e comprendere una conoscenza profonda dello sviluppo sostenibile”.

Sabia, attivista brasiliano, si lancia con il paracadute dall'alto della ciminiera della centrale di Porto Tolle: sul paracadute campeggia la scritta "Energy Revolution" e il logo di Greenpeace.

"Il prossimo presidente", continua Mittler, "dovrà smettere di sostenere progetti che utilizzano combustibili fossili inquinanti e spostare l'intera spesa energetica verso fonti rinnovabili pulite ed efficienza energetica. La Banca Mondiale non può continuare a finanziare progetti ad emissione di gas serra, mentre richiama a gran voce l'urgenza di una mobilitazione contro il riscaldamento globale. È necessario", conclude il consulente di Greenpeace, "che la Banca Mondiale costruisca una sua credibilità, sradicando l'attuale posizione ipocrita relativamente alle questioni energetiche e ai cambiamenti climatici".

Categorie