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Goliat, l’elefante bianco

Un (altro) monumento ai fallimenti delle trivellazioni nell’Artico

Pubblicazione - 7 dicembre, 2015
Lo sfruttamento del campo Goliat da parte di ENI (65 per cento) e Statoil (35 per cento) al largo delle coste settentrionali della Norvegia, nel Mare di Barents, è stato presentato – e continua a essere promosso – come la prova che non tutti i progetti di trivellazione nell’Artico sono fallimentari.

 Dopo il disastro della Shell, che ha deciso di abbandonare i suoi progetti in Alaska, e la decisione di Obama di sospendere i progetti in quella stessa area, Goliat viene presentato come la faccia vincente della sfida petrolifera nell’estremo nord.

Questo report mostra come invece Goliat sia invece l’ultimo elefante bianco: un progetto che molto probabilmente non produrrà profitti per nessuno. 

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