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Uso, distribuzione, rischio e regolamentazione di cinque gruppi chiave di inquinanti chimici

Pubblicazione - 15 giugno, 2003
In questo documento, che è la traduzione dell'allegato II al rapporto "Consuming Chemicals: Hazardous chemicals in house dust as an indicator of chemical exposure in the home" pubblicato da Greenpeace UK, sono ripartate informazioni circa l'uso, la distribuzione, i rischi ambientali - sanitari e la regolamentazione di cinque gruppi chiave di inquinanti chimici: gli alchilfenoli, i ritardanti di fiamma bromurati, i composti organostannici, gli ftalati e le paraffine clorurate.

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Executive summary: Il gruppo dei ritardanti di fiamma a base di bromo comprende diversi composti organobromurati utilizzati per impedire la combustione e/o per ritardare la diffusione delle fiamme in diversi tipi di plastica, prodotti tessili ed altri materiali. Si tratta in molti casi di composti chimici persistenti che si accumulano nell'ambiente e nel nostro organismo. L'incenerimento dei rifiuti contenenti questi composti contribuisce alla formazione di diossine e furani bromurati che manifestano livelli di tossicità simili a quelli dei loro equivalenti clorurati.

I composti organostannici sono composti organici che contengono almeno un legame fra carbonio e stagno. Di questi composti, quello di gran lunga più noto è il TBT [tributilstagno ], impiegato su vasta scala nelle vernici antivegetative usate per le imbarcazioni, che ha causato però vari cambiamenti nello sviluppo sessuale delle lumache marine. I dati disponibili mostrano che i composti organostannici sono tossici anche a livelli relativamente bassi d'esposizione e non solo per gli organismi invertebrati marini, ma anche per i mammiferi; è inoltre dimostrata la tossicità degli organostannici per il sistema immunitario.

Gli ftalati sono esteri non alogenati derivati dell'acido italico. Sono utilizzati in diverse applicazioni industriali e nei prodotti di consumo, soprattutto come additivi plastificanti (ammorbidenti) nelle plastiche flessibili, in particolare nel PVC. Gli ftalati sono considerati relativamente persistenti, in particolare nel suolo e nei sedimenti ed hanno la capacità di accumularsi nei tessuti biologici.

Le paraffine clorurate a catena corta, o SCCP, sono composti chimici organoclorurati, con una struttura composta da 10 a 13 atomi di carbonio (C10-C13), prodotti dalla reazione di cloro gassoso e paraffine (idrocarburi). La presenza di SCCP è stata registrata oltre che in vari organismi d'acqua dolce e marini (pesci, foche, balene) e in quelli terrestri (conigli, alci, falchi pescatori), anche nell'uomo. Data la loro persistenza e capacità di essere trasportate dalle correnti d'aria, le paraffine clorurate sono oggi inquinanti ambientali diffusi.

Gli alchilfenoli (AP) sono sostanze chimiche non alogenate usate quasi esclusivamente per produrre gli alchilfenoli etossilati (APE), un gruppo di tensioattivi non ionici. Sono impiegati come agenti tensioattivi, emulsificatori, disperdenti e imbibenti in varie applicazioni industriali e nei prodotti di consumo. Il rischio più generale associato agli alchilfenoli (sia NP che OP) risiede senz'altro nella loro attività estrogenica, vale a dire la loro capacità di imitare gli ormoni estrogeni naturali. Questo può portare ad uno sviluppo sessuale alterato in alcuni organismi, di cui l'esempio più noto è la "femminizzazione" dei pesci.

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